In ricordo di Arpad Weisz, a 80 anni dalla sua morte

Era il 31 gennaio del 1944 quando Arpad morì ad Auschwitz. Solo qualche anno prima aveva portato il Bologna in cima all'Europa

commemorazione arpad weisz

Arpad Weisz non è stato un allenatore qualunque, chi conosce la sua storia lo sa. E chi conosce la sua storia sa anche che il 31 gennaio del 1944 morì nel campo di concentramento di Auschwitz: inutile dire perchè, conosciamo tutti la storia di quella Europa, di quella frazione del secolo scorso in particolare. Oggi sono passati 80 anni esatti da quel giorno, e anche se il tempo continua a passare inesorabile è importante avere sempre memoria per un personaggio che ha portato il Bologna in cima all’Europa prima di chiunque altro.

Il Bologna ha voluto ricordare la figura di Arpad Weisz la mattina del 28 gennaio scorso, in occasione delle celebrazioni del Giorno della Memoria. Quello che ha dato Weisz a questa città e a questo club in pochi lo possono vantare: due scudetti vinti in due anni consecutivi, senza dimenticare il trionfo in occasione dell’Expo di Parigi, considerata la Champions League dell’epoca: 4-1 al Chelsea in finale, con una lezione di calcio che ha permesso ai rossoblù di ritrovarsi in vetta all’Europa, niente male insomma per un allenatore all’epoca nemmeno 4oenne. L’ultima sua esperienza da tecnico fu sulla panchina del Dordrecht, in Olanda, poi la deportazione prima in Alta Slesia a lavorare in fonderia e poi ad Auschwitz a fare la fine che tutti noi conosciamo. E che non dimenticheremo mai.

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