Riccardo Orsolini ha rilasciato un’intervista ai microfoni del Corriere dello Sport per analizzare la super stagione del Bologna e la prossima sfida in casa contro il Verona.
ENTUSIASMO DEI TIFOSI. “Ho visto vecchietti piangere e bambini piangere insieme ai vecchietti. Ho visto giovani con le mani in testa e gente con la lacrima che scende. E ho visto gente con le parrucche alla Zirkzee in testa. Ho visto persone che si abbracciavano, quell’abbraccio vero, sentito, sincero. Io ‘ste cose qua non me le ricordavo. Vogliamo che questo incanto non finisca più. È una cosa strana da spiegare a parole. Si è diventati un tutt’uno con 25mila persone, mentre giochi vedi e senti la gente e dici “no, io non posso sbagliare, non posso deludere questa gente qui”. È una partecipazione totale”.
QUALIFICAZIONE IN EUROPA. “Dire non siamo da Europa o sì siamo da Europa mi sembra un po’ riduttivo. Godiamoci quello che c’è, poi vediamo dove possiamo arrivare. C’è un bellissimo entusiasmo, una bella sinergia tra la piazza, tutto l’ambiente. È uno dei pochi anni senza frizioni, senza malumori, senza problemi. Quando si vive sereni e tranquilli non cerchiamo complicazioni. Al di là di tutto, però, viviamo il momento. Tutti, eh. Squadra, tifosi. Ma quanto è stata bella la coreografia con i telefonini? Sembrava il concerto dei Coldplay. Si vede, remiamo tutti dalla stessa parte, ma l’obiettivo non è l’Europa: l’obiettivo è far vedere a tutti che noi siamo una squadra di calcio che gioca a calcio. Perché l’Europa, se sarà, sarà solo una conseguenza”.
MIHAJLOVIC. “Io posso permettermi di dire che ho visto il Bologna in tutte le salse. Anni quantomeno strani, senza reali obiettivi. Anni belli, anni difficili. L’anno più bello fino ad ora è stato il primo di Sinisa, con l’acqua alla gola e poi quella cavalcata incredibile fino ad arrivare addirittura decimi. Quella è stata una rinascita. Sono contento che finalmente quest’anno ci sia stata questa svolta, ma attenzione non stiamo vivendo un sogno: è la realtà fatta di lavoro e sacrificio“.
VERONA E CLASSIFCA. “È da novembre che non guardo la classifica. E’ la verità. Non perché non mi interessi, ma sono focalizzato, anzi siamo focalizzati sul Verona, sulla prossima. Io non so nemmeno quante giornate mancano alla fine. Se mi chiedi quante partite mancano io ti dico boh: quattordici?, quindici?, non so. Non sarà affatto facile con il Verona. È una squadra che ha fame di punti, una squadra che si deve salvare a tutti i costi quindi deve macinare da qua a fine campionato. Vuole venire a rovinare quello che è il clima che si è creato qua. Dobbiamo essere bravi a non far succedere questa cosa”.


