Spettacolare, inaspettato e concreto: sono questi i tre aggettivi che Marco Ballotta ha scelto per descrivere il Bologna di questa stagione. L’ex portiere, interpellato ai microfoni de Il Resto del Carlino, ha spiegato: “Il Bologna non è lì per caso. C’è un grande lavoro alle spalle. La squadra segue bene le direttive di Thiago. Sartori ha messo in piedi un bell’organico. E la società è solida”. E se arrivare una clamorosa qualificazione alla prossima Champions League? “Ci può essere la svolta, perchè porta benefici economici. Non era prevista, ma se dovesse arrivare, come mi auguro, penso che spingerebbe Saputo a investire di più. Il Bologna non è una meteora”.
Focus poi sui singoli. “Ferguson è quello che mi piace di più, ma anche Calafiori e Zirkzee. Anche se è il gruppo che fa la differenza. Thiago monta e smonta il giocattolo. E il risultato è identico. Gruppo unito e compatto”. E a proposito di Zirkzee aggiunge: “Non è un bomber nel senso classico. Gioca per la squadra. Penso che provi più soddisfazione a fare l’assist che a segnare. Chi mi ricorda? Faccio fatica a fare paragoni. Ha fisicità e velocità. Ma due piedi educati e grande sensibilità. Mi verrebbe da dire Roberto Mancini, per la predisposizione al passaggio. Ma il Mancio non aveva quel fisico lì”. Non poteva mancare un commento sui portieri: “Thiago è stato chiaro. E l’alternanza diventa uno stimolo per entrambi. Skorupski, che è il titolare, sa che deve migliorare sempre. Ravaglia, che sulla carta è il secondo, sa che può essere utilizzato in qualsiasi frangente. E non molla mai”.