“La sera dopo Atalanta-Roma, e dopo il casino che abbiamo fatto, sono andato da solo sul campo principale di Casteldebole. E sì, ho pianto”. A parlare ai microfoni de La Gazzetta dello Sport è Riccardo Orsolini, uno dei grandi artefici di questa straordinaria cavalcata che ha visto il Bologna conquistare una storica qualificazione in Champions League. “Dopo Napoli ero convinto sarebbe andato tutto bene. Il segreto? La costanza. E che non ci credevamo fino alla fine. Pur volendolo”.
Orso si è poi espresso sulla scelta di Thiago Motta di non fargli indossare la fascia da capitano: “Posso dire di essere il giocatore che è da più anni qui, non ci sono dubbi. Mi basta sentirmi capitano in pectore e in campo, perché ad esempio De Silvestri è un capitano di carisma anche fuori dal campo. Io mi sento graduato senza fascia, perché capitano lo si può essere in mille cose”. L’esterno rossoblù non è certo il tipo che si abbatte: “Penso all’orgoglio di non aver mai mollato. Di esserci sempre stato. Anche quando mangiavamo della m… Eppure, fuori da qui, mi consigliavano di andare via, cambiare aria: e io no. Abbiamo vissuto momenti duri”.
Da Mihajlovic a Thiago Motta, il cambiamento è stato forte: “Sinisa ci ha dato le basi, la cazzimma, ci ha plasmati. Ci ha fatto capire i veri valori umani: ho smesso di incazzarmi per sciocchezze, le cose serie sono altre. Il gruppo che c’era allora oggi ha insegnato ai ventenni a rigare dritto. Thiago mi ha fatto capire l’importanza degli allenamenti. In passato mi allenavo in funzione della gara, ora ci alleniamo come fosse una partita. E’ cambiata tutta la prospettiva”. A prescindere dall’allenatore, Orso si è sempre trovato bene a Bologna: “Amo questa città infinitamente. È più di una seconda casa e anzi la casa l’ho comprata davvero qui…”. Adesso arriva la Champions: “Vorrei subito le più forti, quindi Real Madrid, Bayern, City, Psg. Come immagino la prima gara? Intanto spero di giocare e poi, nel mio piccolo, di rappresentare un popolo intero, quello bolognese, affinché sia fiero di noi”.



Spero davvero che tu faccia tutta la carriera nel Bologna raccogliendo grandi soddisfazioni. Non riesco nemmeno ad immaginarti con un’altra maglia
Di ragazzi come te, che giocano a calcio, ce n’è sono pochi. Caro Orso, non ti si può non voler bene.
Grande Orso la ns bandiera.