A tutto Lewis Ferguson. Il capitano del Bologna si è raccontato in una lunga intervista a Il Corriere di Bologna, in cui ha innanzitutto analizzato la sua condizione: “Finalmente sto bene. Mi alleno e con il preparato atletico Paolo Aiello ho ripreso a correre, il ginocchio lo sento forte. Quando rientrerò? Non c’è un giorno specifico, ma tutto sta procedendo bene e credo che da fine mese potrò cominciare ad allenarmi in gruppo, diciamo 2-3 settimane per iniziare ad andare in panchina. Servirà tempo per raggiungere il livello della passata stagione, sia fisico sia tecnico”.
Lo scozzese ha parlato anche della paura avuta durante tutta la fase di recupero dall’infortunio: “Dopo l’operazione non ti puoi muovere, non poi camminare, sei impossibilitato a fare qualunque cosa. Per forza hai paura di non tornare quello che eri. Ora però quando corro, faccio i cambi di direzione o tiro, mi sento sicuro e non penso più alle brutte cose che mi sono passate per la testa”. Oltre alla famiglia, Lewis ha anche ringraziato i compagni di squadra che gli sono stati vicino: “Beukema, Ndoye, Zirkzee, De Silvestri, Ravaglia sono tutti venuti in ospedale e a casa dopo l’operazione. Sam è uno dei migliori amici. Ogni giorno passava a casa o mi ci riportava”.
Un commento poi sulla cavalcata Champions che per forza di cose ha dovuto saltare, così come in estate gli Europei: “Ero contento di quel che avevo fatto. Sono stato presente in tutte le partite e mi sentivo di averle giocate molto bene, ho aiutato la squadra. Quando mi sono fatto male ero soddisfatto della mia stagione: era finita sì, ma il mio lavoro era stato ottimo. Europei? È stato il primo pensiero quando mi sono fatto male. Quando i dottori mi hanno detto che non avrei giocato per sei mesi mi è crollato tutto addosso. Se c’è una cosa che un giocatore sogna è di poter rappresentare il proprio Paese in un grande evento. E’ stata la parte più difficile di tutto questo lungo percorso”.
Chissà se senza infortunio Ferguson avrebbe lasciato il Bologna nell’ultima sessione di mercato: “Non lo so. Ricevere un’offerta era una possibilità. La passata stagione ho giocato bene, ma il calcio è folle, e le cose cambiano in fretta. Oggi non ci penso più. Dopo l’infortunio tutte le mie energie le ho impiegate per recuperare il prima possibile. Poteva succedermi di partire e andare altrove, adesso sono qui e sono felice. Non guardo a quel che poteva essere e non è stato. Zirkzee e Calafiori? È normale che i grandi club ti notino se giochi bene, così è accaduto a loro. Le loro partenze non mi hanno sorpreso: hanno fatto una stagione fantastica. Sono felice per entrambi, giocare in Premier resta il mio sogno, non so quando ma voglio arrivarci”.
Tornando al calcio giocato, Ferguson ha parlato della transizione da Thiago Motta a Vincenzo Italiano: “Serve tempo a tutti. Al tecnico per portare le proprie idee, ai calciatori di adattarsi. Non abbiamo giocato male in questo inizio, ma ci è mancato qualcosa, piccoli dettagli: l’ultimo passaggio, l’ultima azione, l’ultimo tiro. È normale, ma vedo anche tante cose buone. Italiano è molto carico, quasi aggressivo, come il modo in cui giochiamo: alti, veloci, creiamo occasioni ma dobbiamo trasformarle in gol. Per me è difficile dare un giudizio, non mi alleno ancora con la squadra, lo farò tra un paio di settimane. Sono convinto che nel tempo miglioreremo. L’allenatore ha la stessa mentalità vincente, uguale. E la mentalità che avevamo l’anno passato era incredibile”.
Battuta successiva su alcuni suoi compagni di squadra: “Castro ha iniziato la stagione benissimo, l’avevo visto lo scorso campionato allenarsi con noi, si notavano già le sue potenzialità. Orsolini è uno che ha sempre segnato. La vita di un attaccante è decisa dal gol, quando non lo fai diventa un problema: è così per tutte le punte. Lui è uno che reti e assist li fiuta, li sente: è un ragazzo con una forte mentalità, supererà il periodo difficile”.
Ultimissima analisi su quelli che sono gli obiettivi stagionali: “Abbiamo qualità, una squadra forte. Con questo non sto dicendo che raggiungeremo gli stessi traguardi dello scorso anno, il livello era davvero molto alto. Il reale obiettivo è finire tra le prime otto in classifica. La Coppa Italia ci piacerebbe vincerla. Certo è difficile, devi battere buoni team, ma anche qui: niente è impossibile. In Champions League abbiamo avuto un inizio difficile, possiamo però andare a prendere punti su ogni campo: l’obiettivo è raggiungere i playoff e, perché no, anche lottare per lo step successivo. Perché questo accada però dobbiamo fare risultato nelle prossime partite. Bisogna fare 8-9 punti per entrare nei playoff. Io ci sarò? Per l’Aston Villa non ce la faccio, chissà se per il Monaco…”.


