In esclusiva ai microfoni di SiamoIlNapoli.it ĆØ intervenuto Luca Marelli, ex arbitro diĀ Serie AĀ e commentatore arbitrale diĀ DAZN. Ecco le sue dichiarazioni, in cui ha spiegato nel dettaglio il funzionamento del VAR e il suo uso.
QUANDO L’ARBITRO DEVE ANDARE AL VAR? āĆĀ la ratio sottesa al protocollo che si esplicita in quattro semplici parole: chiaro ed evidente errore. Facciamo lāesempio di Inter-Napoli, Mariani sarebbe dovuto ricorrere allāausilio del VAR nel caso in cui Anguissa, prima del contatto con Dumfries, avesse toccato prima la sfera di gioco. Il chiaro ed evidente errore non cāĆØ stato e non ĆØ un concetto legato alla soggettivitĆ o allāinterpretazione del singolo direttore di gara, bensƬ una valutazione oggettiva della classe arbitrale. Siamo consapevoli di parlare di dettagli che non sono nĆ© facili da spiegare nĆ© facili da comprendere, però per gli arbitri sono abbastanza semplici, poi ovviamente si commettono gli errori. Personalmente apprezzo quando un arbitro commette un errore perchĆ© vuol dire che siamo ancora in mano alla coscienza umana e non nelle mani di una macchinaā.
PERCHĆ NON SI PUĆ FARE RICORSO DOPO UN ERRORE ARBITRALE. āPerchĆ© fa parte del gioco, ĆØ sempre stato cosƬ e nel protocollo vi ĆØ proprio un paragrafo dedicato a questo argomento nel quale si esplicita che āun errore del VAR non ĆØ oggetto di ricorso per errore tecnicoā. Non si può ripetere una sfida per un rigore erroneamente assegnato ed ĆØ giusto cosƬ, perchĆ© le valutazioni errate fanno parte del gioco esattamente come una rete sbagliata a porta vuota o un tiro dagli undici metri spedito in tribuna. Gli errori tecnici sono ben altro: per esempio ĆØ non espellere un giocatore ammonito due volte oppure assegnare una rete fischiando ancor prima che la sfera abbia varcato la linea di porta. Gli altri errori sono di valutazione e non si può pensare di ripetere tutte le gare per errori di valutazione, perchĆ© non sarebbero tantissime; gli errori decisivi sono molti meno rispetto a quelli decantati dopo ogni giornataā.


