Karlsson: “Mai pensato di andar via, i tifosi sono fantastici”

Lunga intervista dell'esterno svedese che si racconta

karlsson

Contro la Roma è arrivata la prima rete in maglia Bologna per Jesper Karlsson. Intervistato ai microfoni de Il Corriere di Bologna, l’esterno svedese ha toccato diversi temi, tra cui proprio quel gol tanto atteso: “Il gol lo avevo in testa da tempo, ho lavorato tanto per arrivarci e, alla fine, l’ho finalmente trovato. Avevo dimenticato come si festeggia un gol. È stato bellissimo vedere la gente felice per me. Ho un ottimo rapporto con i tifosi, sanno quanto ho cercato il gol, poi è stato pure decisivo per battere la Roma“. Su tutto il resto, Karlsson si è espresso così.

MOMENTO“Il gol è un plus, ma io stavo lavorando bene anche prima. Nella partita con la Roma ho avuto più minuti a disposizione ed è facile fare la prestazione quando ne hai l’opportunità, Italiano me l’ha regalata. Peccato per Ndoye che ha tentato di uccidere il palo. Il mio obiettivo è sempre stato essere sano per allenarmi al mio livello. Non ho mai pensato ‘me ne voglio andare’, solo a far bene per guadagnarmi un posto da titolare. I tre infortuni mi hanno tolto il ritmo, poi torni e non giochi, non è facile così”.

ROMA“Posso essere onesto? Non mi aspettavo di entrare, non avevo nemmeno le scarpe ai piedi, mi stavo godendo il bel match che stavamo giocando. Italiano si è girato verso la panchina: ‘Dai, entri tu’. Non me lo ricordo nemmeno che mi ha detto dopo, ero solo concentrato ad allacciarmi le scarpe. Ero sorpreso, ma quelli sono i momenti per cui lavori duro in allenamento”.

BOLOGNA“Quando sono arrivato ero in un momento fantastico della carriera. Giocavo e segnavo: nel campionato olandese, in Europa League, in Conference. Poi ti ritrovi in un posto nuovo e non funzioni. Ho imparato molto da questo periodo difficile. Quando ti capita qualcosa di brutto tutti reagiamo in modo diverso. Ero scioccato all’inizio e ancor più quando vedevo il conto delle presenze: zero, zero, zero, sempre zero. E forse non ho reagito nel modo migliore, mi sono abbattuto”.

THIAGO MOTTA“Non riuscivamo a comunicare. Io non parlo italiano, lui con l’inglese non era a suo agio. Per la prima volta ho vissuto un’esperienza simile. Cosa penso di lui? È il passato, non credo sia utile tornarci sopra. Io non avevo problemi, l’unico era che non giocavo mai. Un’esperienza mai fatta in vita mia. Io ero seduto in panchina, chiunque entrava segnava. Le partite stavano 0-0 e alla fine le vincevamo, mai vista una magia simile: qualsiasi cosa succedeva era positiva. Tutto era un successo, solo io stavo sempre in panchina”.

ADDIO“Se avessi avuto il dubbio di non essere abbastanza forte per giocare in questo club o in serie A avrei preso un’altra strada. Ma ho sempre creduto che il momento buono sarebbe arrivato. Ho fatto esperienza pure stando fuori: ho imparato a conoscere il campionato, ho capito l’importanza della componente fisica e della fase difensiva. Non credo che la mia fase difensiva sia poi così male, però forse voi che mi vedete da fuori pensate che faccia schifo. Ok, non è la mia specialità e posso migliorarla. Non bastano le capacità tecniche, so di dovermi completare. Quest’anno nessuna rivincita: la stessa fame l’avevo l’anno scorso. Lavoro duro come ho sempre fatto, la differenza è che ora sono sano”.

CHAMPIONS LEAGUE “Fuori dalla lista? Mi ha sorpreso, è una decisione che ho dovuto accettare. Da lì però ho tirato fuori il meglio, mi sono messo a lavorare duro e bene, sono contento di come l’ho gestita. Non mi sono mai sentito un corpo estraneo: i compagni mi sono stati sempre vicino. Ogni giorno che arrivo qui sono felice di vederli, mi hanno sempre sostenuto, dei grandi”.

ITALIANO“Mi piace molto, come tecnico e persona. Sprizza energia da tutti i pori. È empatico, uno vero: se ha qualcosa viene e te lo dice. Parla molto, ti dà spiegazioni e riscontri. Ruolo? Mi sento più a mio agio in questa posizione, tira fuori il meglio di me. Motta e Italiano chiedono agli esterni un lavoro molto diverso. Possiamo arrivare in Europa, sì. Dopo un avvio difficile, ora ci siamo, come squadra intendo: siamo più consapevoli”.

VITA IN ITALIA“Senza la mia famiglia e i miei amici non avrei mai superato un periodo così duro. Va detto che al volante siete catastrofici, ma è bello vivere da voi. Io sto sui colli, Piazza Maggiore mi ha rubato un pezzo di cuore, ci vado spesso con il mio amico Holm. E i tifosi sono fantastici, mi hanno sempre incoraggiato, anche per strada e non è qualcosa di dovuto. Voglio ripagarli, loro e tutti quanti. Io ci credo, sto qui e voglio rimanerci”.

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