L’ex allenatore del Bologna Renzo Ulivieri ha parlato di quello che è stato il periodo più brutto della sua vita, in cui ha rischiato anche di morire. Le sue parole raccontano quei momenti, in cui ha temuto di non farcela.
EPISODIO SPIACEVOLE. “Me la sono vista anche brutta. Quattro mesi in ospedale e due a casa, tre operazioni per un problema grave all’intestino, per fortuna adesso risolto. Mi sono dovuto confrontare con la morte, che mi ha marcato stretto, come un difensore arcigno. Ho perso 14 kg e ho temuto di non farcela. La mia fortuna è stata che mi sono sentito male a Roma, allo stadio Olimpico, durante una partita della Nazionale e mi hanno ricoverato al Santo Spirito dove sono stati bravissimi”.
TROVATO LA FEDE. “Non ho trovato nulla. Però ho fatto molte riflessioni, ho sposato la mia compagna Manuela, mamma della terza figlia, Valentina e ho anche tracciato un bilancio della mia vita. Che è stata bella: non mi sono arricchito, ma ho guadagnato bene e ho fatto quello che mi piaceva fare”.
PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE ALLENATORI. “Ci ho pensato molto, specialmente quando non sono stato bene. Qualcuno potrebbe obiettare che sono vecchio, ma dentro ho lo spirito di un ragazzino. E poi non ho scelto da solo. Anche i miei compagni di viaggio, i vice presidenti Camolese, Perondi e Vossi, mi hanno spinto, al pari del consigliere federale Beretta. Non abbiamo ancora finito il lavoro, restano delle cose da fare. La più importante: che ogni squadra affiliata alla FIGC sia guidata da un tecnico diplomato”.
Fonte: Corriere della Sera



Per me uno dei miei idoli è credo che sia tra i primi cinque allenatori del Bologna escludo Bernardini perché ero piccolo e piano piano cominciavo seguire il calcio