Il ‘sindaco’ di Bologna Lorenzo De Silvestri ha parlato verso la partita di domani sera contro la Juventus. Il capitano rossoblù ha analizzato diversi temi, tra cui anche l’assenza di Thiago Motta, dopo l’esonero del 23 marzo.
CRESCITA DEL GRUPPO. “La nostra storia parte da Sinisa, da un momento in cui siamo dovuti diventare grandi. E il pallone non cāentra. Mihajlovic ĆØ lāesempio di un uomo per un gruppo di ragazzi aggrappati alla loro guida: un cammino, in questo caso sportivo, non si improvvisa, si prepara. Il Bologna di oggi ĆØ figlio di quella storia, di sport, di vita. Il nostro motto āWe are oneā si traduce nei fatti. āNoi siamo unoā ogni giorno. La cittĆ lo ha capito, i tifosi sanno cosa ci spinge: si ĆØ creata unāempatia incredibile tra noi e loro. E cosƬ il giudizio nei nostri confronti va al di lĆ di una sconfitta o una vittoria“.
SAPUTO. “La sua ĆØ una presenza costante, ma discreta: lo so che può sembrare scontato che io lo dica, ma avere al vertice uno come lui fa la differenza: ama il calcio, si informa, sa tutto, ma lascia fare a chi ha altri compiti”.
SCONTRO CON LA JUVENTUS. “Domani sarĆ un grandissimo appuntamento. Ć uno spareggio Champions, mancano quattro giornate alla fine…esserci ĆØ un motivo di orgoglio: siamo in gioco con avversari che potevano guardare anche più in alto, vedi la stessa Juve, lāAtalanta, le romane. E il Milan ĆØ dietro”.
MOTTA. “Thiago, da noi, ha fatto un bellissimo lavoro: ha preso il Bologna in corsa dopo Sinisa e ha cominciato a costruire. Sulla sua esperienza in bianconero non ho gli strumenti per giudicare ma nel calcio i risultati pesano più di ogni altra cosa. A noi con lui in panchina ĆØ andato tutto bene”.
ITALIANO. “Vive di pallone ogni secondo della giornata. Un arricchimento continuo. Ti trasmette passione per il calcio, quello vero: ne parla con gli addetti ai lavori, ma non solo. Tattica, idee, preparazione, non lascia niente al caso. Ć un tecnico coraggioso e si vede da come fa giocare la squadra. Uomo contro uomo, aggressione, atteggiamento offensivo: bello!”.
Fonte: La Stampa



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