Ndoye: “Sono innamorato di Bologna, non ho mai visto…”

Lunga intervista sulle pagine de La Gazzetta dello Sport all'esterno svizzero

ndoye

Lunga intervista sulle pagine de La Gazzetta dello Sport a Dan Ndoye, autore del gol che ha fatto vincere la Coppa Italia al Bologna.

EMOZIONE“Ho pianto. E anche tanto. A fine gara sono andato con tutti sotto la nostra curva e ho guardato negli occhi la gioia, la passione, le lacrime della nostra gente felice. E sì, ho pianto. Quella notte ho dormito forse due ore. Forse. Ho pensato questo: ce l’ho fatta. Ce l’abbiamo fatta. Nella mia testa ho rivisto l’azione del gol, cento volte. L’assist me l’ha fatto Theo, ho solo voluto attendere, non tirare subito. Ho visto Tomori e Gabbia, ho fatto un passo e… bum. La vittoria va alla città, ai tifosi: mai vista una cosa così. Il gol alla mia famiglia, che era a Roma: a papà Salion, mamma Virginie, mio fratello Issa e mia sorella la Eva”.

VITTORIA MERITATA “Perché siamo una squadra-famiglia. Ma davvero. Un gruppo unitissimo, il motto ‘We are one’ è reale qui. Siamo uniti anche quando ci sono momenti di sofferenza, ci aiutiamo e non è un modo di dire ma di fare, facciamo un calcio che ci diverte fare. Contro il Milan? La partita perfetta. Anche noi abbiamo grande qualità nelle individualità, ma abbiamo dimostrato di essere squadra nelle cose che facevamo tutti assieme, dal minuto uno all’ultimo secondo”.

ITALIANO“L’anno scorso potevo andare poco a cercare la porta, Motta chiedeva che io stessi di più sull’esterno. Italiano, invece, mi ha dato maggiore libertà, la possibilità di andare anche a segnare, l’idea di attaccare di più l’area. Diciamo che le qualità le avevo anche prima ma lui mi ha insegnato la ‘freddezza’ sotto porta e più calma al momento della conclusione. Un anno fa feci un solo gol, oggi sono a nove: a qualcosa è servito. Quel che mi piace del suo gioco è che il fatto che si stia sempre alti, che si cerchi comunque la vittoria, la pressione alta e il fatto che si giochi sempre la palla cercando, se l’hanno gli altri, di riconquistarla. E ci divertiamo anche a farlo”.

COMPAGNI SVIZZERI “Ci troviamo bene assieme perché siamo anche amici e ragioniamo spesso allo stesso modo. Consigli? Succede: quello che li dà è soprattutto Remo, il più grande di noi”.

FUTURO“Ma adesso non è certo il momento di mettersi a pensare a queste cose. Per due motivi: sono innamorato di Bologna, del Bologna e della gente, non ho mai visto una passione così. Due: c’è una qualificazione-Champions da conquistare. Noi non ci vogliamo fermare”.

ZIRKZEE“Ci siamo chiamati, con anche Calafiori, negli spogliatoi, dopo la finale. Loro sono sempre legati a noi e al nostro gruppo: erano felici. Se gli ho chiesto di tornare a Bologna o lui ha chiesto a me di andare a Manchester? Tutte e due le cose: ci siamo chiesti quello… Ma lui sta bene là e io qua. Con Joshua giochiamo spesso ai videogiochi on line. Call of duty. Lui è molto felice per la vittoria che abbiamo fatto. Adesso spero davvero nel bis”.

FESTA“Un altro pullman lungo la città. L’anno scorso non avevamo una Coppa da mostrare ma tanta gioia per la Champions. Quest’anno abbiamo da far… sfilare il trofeo davanti alla città. Sarebbe bellissimo. Quest’anno siamo stati più forti e bravi di quel che si diceva in giro. ‘Non ce la faranno a fare un’altra annata come quella passata’. È andata meglio, abbiamo vinto una Coppa”.

BOLOGNA“Ci sono state le lungaggini burocratiche, ma quando il Bologna contattò il mio agente, e dopo alcune videocall, io avevo deciso in fretta. E non mi sono mai pentito. Mai. Gol di tacco al Napoli il più bello della carriera? In assoluto. È stato istinto. Per ora è certamente il numero uno. Poi se ne farò uno in rovesciata, beh, mi rifaccia la domanda…”.

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10 mesi fa

Spero rimanga ancora con noi per un poco.

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10 mesi fa

Per uno svizzero arrivare in una Società che ha una rezdora che gli fa la pasta fatta in casa e i passatelli in brodo deve essere un sogno. So che boiate mangiano in Svizzera.

Donato Muro
Donato Muro
10 mesi fa

Grande. Attaccante con la A maiuscola. Un top 💪♥️💙

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