Lunga intervista a Gianluca Pagliuca sulle pagine de La Gazzetta dello Sport.
FUTURO – “Cosa mi piacerebbe per l’anno prossimo? Un altro pullman scoperto per le vie della città, lo si può accendere con la Supercoppa in Arabia, in due gare secche, si può anche vincere no?”.
RINNOVO ITALIANO – “A differenza di qualcun altro ha capito che qui si può costruire e che il futuro può partire da qui, detto che già ci sono stati segnali importanti. Vincenzo ha capito che qui c’è tutto per salire, per progredire ancora, per pianificare. E ha scelto Bologna. Ha imposto con la passione che lo contraddistingue il proprio sistema-calcio senza buttare via tutto ciò che la squadra aveva imparato prima. Sia chiaro, c’è stato qualche problema ad inizio anno: giocatori importanti che se ne vanno, un nuovo allenatore con concetti diversi, ma la bravura di Vincenzo è stata proprio quella: installare, con la propria ‘calciomania’ H24, il calcio di cui è convinto da anni, ovvero un calcio redditizio, dispendioso ma che sa portare lontano vista la vittoria in Coppa Italia. Il calcio di Italiano è uno dei più europei che io abbia visto quest’anno”.
COPPA ITALIA – “Quella Coppa io l’ho vinta non una ma tre volte (1988, ’89 e ’94, ndr) con la maglia della Sampdoria: lo dissi prima che l’eventuale successo sarebbe stato paragonabile a quello che vivemmo in blucerchiato. Resta il fatto che l’esaltazione di vederla vincere a Bologna dopo 51 anni è stata un’emozione enorme oltretutto per una città che se merita”.
CRESCITA – “Per completare i concetti di prima: lui ha un gioco continentale e la struttura che si è creata nel Bologna di oggi è valida, tecnicamente e umanamente. Vincenzo i giocatori li valorizza, due come Beukema e Lucumi in coppia a Firenze non li aveva, a Bologna ha trovato giocatori di gamba e di aggressione, aspetti sui quali alla Fiorentina non poteva contare e che invece per il suo modulo sono perfetti. Insomma Thiago Motta è un bravissimo allenatore e qui si è comportato come sappiamo nel finale: Italiano ha vinto al primo colpo, su una panchina che scottava ma mostrando quel che sa e sapeva fare: alla fine della stagione 2024 sentivo gente disperata dall’addio di Thiago, ora vedo anche gente extra-calcio che sale un po’ troppo sul carro mentre fino a tre anni fa non so mica dove fossero, chissà… Vabbé, lasciamo stare”.
MERCATO – “Preferirei giovani: naturalmente tutto dipenderà da come si dipanerà il mercato ma credo che il metodo di Sartori e Di Vaio sia ormai evidente. Diciamo che fra un giocatore forte ma datato e un giovane preferisco sempre il giovane già forte, e il nome che mi ha fatto rientra in quella categoria. Stando sulle generali, però, la linea del club è sempre stata quella: giovani e bravi e anche da valorizzare. Ed è stato un successo, mi pare, fino a questo momento”.
PERICOLO SMANTELLAMENTO – “Assolutamente no: nel senso che la società sa quel che fare perché l’idea di restare in Europa c’è e ci dev’essere sempre. E perché se qualcuno dovesse andare via, arriverà qualcun altro di forte: bisogna vedere le dinamiche e le opportunità del mercato ma la storia di questi ultimi anni a Bologna insegna…”.
SKORUPSKI – “Ha fatto una grandissima annata. Vede: sono tutte valutazioni che spettano alla persona davanti a certe opportunità, di certo posso solo dire che ha fatto cose super quest’anno”.



Il problema è che l’anno scorso abbiamo dato via i 2 più forti per 3 scarti (con la Champions)…e a quanto pare anche quest’anno daremo via i 2 più forti in cambio di…vedremo