Lunga intervista ad Emanuele Giaccherini ai microfoni de Il Corriere di Bologna.
BOLOGNA – “Io lo vedo fra le prime otto sicuro, meglio anche di Atalanta e Fiorentina. L’Europa può togliere, ma anche dare tanto. Non parlarne come top team può essere un vantaggio: hai meno pressione, ma hai la forza per arrivare davanti. I rossoblù li ho commentati a Roma, non mi sono piaciuti. Poi con il Como ho rivisto la squadra di un anno fa, ma a sprazzi. Credo che il Bologna, vera sorpresa dell’anno scorso, debba solo cavalcare l’entusiasmo che l’ha portato a vincere la Coppa Italia e allora farà bene”.
TREQUARTISTI – “Mi piace il gioco propositivo e offensivo di Italiano, sono curioso di vedere i tre dietro la punta, c’è tanta qualità, Rowe può fare bene. Orsolini va da tre anni in doppia cifra, ora è maturo, si accende lui si accende il Bologna. Giocatore determinante, come piace a me”.
ATTACCO – “Castro fa un lavoro pazzesco. Italiano vuole la pressione alta, sul portatore di palla, e lui lo fa benissimo. Immobile tiene la posizione, è pronto a smarcarsi quando si recupera palla. Castro spreme la difesa avversaria, la rende vulnerabile, ti sfianca: io partirei sempre con lui, con Immobile per una mezz’ora finale di grande qualità”.
IMMOBILE E BERNARDESCHI – “Conoscono la serie A, hanno esperienza internazionale, sarà fondamentale ridargli la condizione fisica. Anche io a Bologna arrivando dalla Premier feci un po’ fatica all’inizio. Berna è una valida alternativa a Orsolini e può giocare su tutto il fronte”.
ITALIANI – “Mi piace il Made in Italy, è la bellezza del Bologna, ha uno zoccolo duro bellissimo e poi ci sono gli altri, forti in mezzo e davanti. Il lavoro più grande da fare per Italiano è forse in difesa: partito Beukema i due nuovi, Vitik e Heggem, sono forti, ma devono imparare a giocare di reparto, acquisire i concetti difensivi del mister, quindi aggredire ma anche saper ripiegare nel modo giusto. Da Zortea mi aspetto tanto: se ripete la stagione passata può fare il salto di qualità definitivo. Bologna può essere una rampa di lancio anche per la Nazionale”.


