Thijs Dallinga, un giocatore ritrovato dopo una prima annata difficile con la maglia rossoblù. Il gol contro il Napoli può aver sbloccato l’olandese, che ora sogna in grande in campionato, ma anche in Europa League. Domani contro l’Udinese spera in una chance da titolare, anche se c’è da battere la concorrenza di Castro. Di seguito le sue dichiarazioni a Il Resto del Carlino.
Momento di forma eccellente
“Sto bene, davvero. Mi sento in forma: arrivo da una settimana di allenamenti molto positiva e la squadra sta attraversando un buon momento. Durante la sosta sono tornato qualche giorno a Groninga, tra la mia famiglia e quella della mia compagna Liz: è stato bello, ho ricaricato le energie. Se questo può essere il mio anno? Vedremo. Io mi sento più forte: ho lavorato duro quest’estate, ho fatto una preparazione completa e ora sto bene, sia fisicamente che nel club e nella città. Tutto questo mi permette di rendere meglio. È una situazione molto diversa rispetto a inizio della scorsa stagione”.
L’anno scorso non è stato facile per Dallinga
“Ci sono tanti fattori che influenzano le prestazioni. La gente vede solo la partita del weekend, ma dietro c’è molto di più. Io dovevo ambientarmi: nuova città, nuova vita, nuova squadra. E con un prezzo importante sulle spalle è normale che ci siano grandi aspettative. Poi è arrivato anche un infortunio nella seconda parte dell’anno. E l’italiano all’inizio non lo capivo bene: inserirsi non era semplice – questa una delle difficoltà di Dallinga – Il mister ha idee molto precise su cosa vuole dagli attaccanti e ora tutto per me è più chiaro. Ho capito meglio cosa chiede e ho compreso la Serie A. Avevo solo bisogno di tempo”.
A Udine sarà titolare?
“È ovvio che io voglia giocare. Ma sappiamo che il mister ruota molto e cambia spesso formazione: questo deve renderci più affamati. Nessuno di noi ha certezze sulla titolarità. Io devo solo allenarmi bene e dimostrargli che sono pronto per partire ancora dall’inizio”.
La concorrenza in attacco però non manca
“Ho un ottimo rapporto con Santi e anche con Ciro. Ci sosteniamo a vicenda: per il modo in cui il mister gestisce la squadra, c’è bisogno di tutti e tre. Non penso alla competizione interna, penso a me stesso. Vogliamo il meglio per il Bologna. Tutti vogliamo giocare – ammette Dallinga – Ciro ha un nome importante in Italia e ha fatto cose incredibili, ma siamo tre attaccanti forti, convinti di meritarci la maglia. È normale in un grande club, e il Bologna è un grande club”.
A Bologna si sogna lo Scudetto
“Il calcio è curioso: batti i campioni d’Italia e tutti sognano, poi sbagli due partite e si parla di crisi. Noi dobbiamo restare tranquilli e pensare a una gara alla volta. Siamo sulla strada giusta e molto concentrati. È solo novembre, mancano tante partite. Ma sì, vogliamo arrivare il più in alto possibile”.
E la Supercoppa può essere un obiettivo
“Ero abituato al formato della gara secca. Qui invece c’è una semifinale, e contro l’Inter per giunta: è diverso, ma sarà una sfida bellissima. Nessun limite. L’anno scorso abbiamo dimostrato di poter battere l’Inter”.
L’Europa League invece…
“Abbiamo buone possibilità di andare lontano: possiamo competere con tutte le squadre in campo. Siamo più maturi. Un anno fa in Champions non siamo partiti bene, poi abbiamo chiuso alla grande. Ora sappiamo chi siamo e cosa possiamo ottenere”.
L’interesse dello Stoccarda
“Non so nulla di queste voci. La mia testa non pensa ad altro che al Bologna. Voglio dare sempre di più qui. La vita in Italia è splendida, non ho nulla di cui lamentarmi. Vivo in centro: esco con il mio bimbo, Nilo, e con i miei due labradoodle… di fatto ho tre bambini da gestire, sono molto impegnato”.


