Alla vigilia del match tra Bologna e Juventus, che andrĆ in scena domenica 14 dicembre alle 20:45, Luciano Spalletti, tecnico dei bianconeri, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni.
Sul Bologna di Italiano
“Sta dimostrando di avere grande qualitĆ : quando gioca vuole dettare le regole. Non ha paura di nulla e ti accompagna negli spazi che decide lui. Se vuoi comandare la partita devi superare questi recinti: non basta lāuomo contro uomo, serve lāuomo oltre lāuomo. Loro sono sempre lƬ, ed ĆØ questa la difficoltĆ . Ti impongono questa condizione per tutti i novanta minuti: se non sei pronto ad accettarla, diventa una serata complicata da raccontare”.
La crescita dopo il Pafos
“La personalitĆ ĆØ un elemento fondamentale nel calcio. Se una volta la si associava al rischio della giocata, oggi serve personalitĆ nellāaccettare la partita a tutto campo, nel saperla indirizzare dove vuoi tu, al di lĆ del gesto tecnico. Esistono degli equilibri: bisogna capire dove dare forza, dove toglierla e dove aggiungerla. La partita va riempita di tutto ciò che appartiene al calcio moderno. Dobbiamo crescere nella continuitĆ dei duelli, nelle corse e nelle rincorse, nel giocare a campo aperto. Ć quello che fanno Atalanta, Roma, Bologna, BodĆø, e anche il Genoa con De Rossi. Diventa una costante saper scegliere dove andare, dentro la velocitĆ e dentro lāanticipo. Non ĆØ una singola giocata”.
Il paragone con Italiano
“Mi piacerebbe tornare indietro, ma ho quarantāanni in più (ride). Tornare indietro non si può. Da Italiano si possono imparare molte cose: ĆØ uno dei giovani più forti che abbiamo. Lāho detto a tutti quando me lo hanno chiesto, non solo al presidente De Laurentiis”.
Rugani, Bremer e il possibile cambio modulo
“Rugani ĆØ giĆ utilizzabile, anche se in modo limitato. Bremer, per la delicatezza dellāinfortunio che ha avuto, ĆØ disponibile ma ha ancora bisogno di tempo: bisogna andarci cauti per non metterlo in difficoltĆ . Il cambio di modulo? Mi sorprende quando si parla ancora di schemi e di caselle. Il calcio ĆØ cambiato: oggi non si vince occupando posizioni, ma occupando spazi e decidendo dove portare la partita. Gli spazi non sono più tra i reparti: si va sempre di più verso lāuno contro uno, verso lāuomo contro uomo. A questo calcio bisogna adattarsi. Ć vero, posso partire con un 4-3-3 o un 4-2-3-1 per provare qualcosa di diverso, ma ĆØ solo un punto di partenza. Poi ĆØ la partita stessa che ti costringe a cambiare, ad attuare altri moduli dentro il campo, nello scorrere dei novanta minuti”.



Domani Orso tu bussa š
Ma stai tranquillo Spallettone hanno apparecchiato la serata per farvi stare più tranquilli possibili con l’arbitraggio, se ci sarĆ un dubbio se dare o meno rigore a noi lo daranno a voi
Questi vogliono rubarci anche questa š¤¬š¤¬
il calcio?..un male necessario!