Il capitano del Bologna Lorenzo De Silvestri ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa da Riyad in vista della semifinale di Supercoppa italiana contro l’Inter.
Sul percorso del Bologna
“Siamo pienamente consapevoli del percorso che abbiamo costruito in queste stagioni, anche grazie al lavoro del mister. Difendiamo la Coppa Italia, ma affrontiamo questa competizione con grande rispetto per tutte le squadre presenti. Essere qui è già motivo di grande soddisfazione, ma faremo di tutto per regalare una gioia ai tifosi bolognesi, dando il massimo per conquistare la finale e provare a vincerla”.
La coesione del gruppo
“Il gruppo ha grande voglia di continuare a crescere. Chi è qui da più tempo sa bene da dove siamo partiti e questo aiuta a mantenere il giusto equilibrio mentale. La nostra presenza qui è il frutto di un lavoro importante, non del caso: dobbiamo affrontare la partita con serenità, massima concentrazione e la consapevolezza di meritare questo palcoscenico. Sono certo che tutti daranno anche più del massimo per inseguire qualcosa di straordinario”.
Il Bologna è partito dal basso
“Siamo partiti dal basso e oggi ci stiamo facendo conoscere anche a livello internazionale, ed è un motivo di enorme orgoglio. La cosa più bella è che non abbiamo mai cambiato il nostro modo di lavorare, né negli allenamenti né nelle partite: il gruppo è unito, non c’è individualismo. È giusto essere ambiziosi, ma senza dimenticare le nostre origini. Domani servirà uno sforzo enorme per affrontare una sfida di questo livello”.
Il Bologna sembra la Kriptonite per l’Inter
“Non credo ci sia una spiegazione particolare. Il passato va lasciato alle spalle, ora conta solo il presente. Sappiamo di poter fare cose importanti, ma dobbiamo essere compatti e andare tutti nella stessa direzione. Contro squadre così forti serve anche un pizzico di fortuna. Le gare precedenti non contano più: conta solo la partita di domani. A nome di tutta la squadra voglio ringraziare i nostri tifosi che saranno a Riyad per sostenerci: conoscono bene chi siamo come gruppo e come persone. Da tre anni siamo praticamente gli stessi e credo che abbiano imparato a capire anche il nostro modo di stare insieme”


