“Oggi crescere da ventenni nel Bologna significa atterrare in un ambiente sano, positivo e ben costruito. Che chiede, ti dà ma non pretende e ti mette nelle condizioni di maturare”. Parola di Cristian Zaccardo, che ai microfoni de La Gazzetta dello Sport ha spiegato come l’ambiente che c’è oggi nel Bologna facilita anche l’inserimento di chi viene da fuori Italia.
“In questi ultimi due anni a Bologna si è creata un’alchimia pazzesca fra tutti, squadra, allenatore, club, tifoseria; con in più i risultati, l’entusiasmo. Mi viene da pensare una cosa: dove sono esplosi l’anno scorso, poco più che ventenni, Zirkzee e Calafiori? A Bologna: se succede con continuità vuol dire che c’è del buono nel terreno. Un terreno fertile – ha proseguito l’ex difensore rossoblù – Castro mi pare un Lautaro più giovane. Dominguez non è statuario ma ha una forza delle gambe che non lo butti giù: qualità, destro, sinistro, vale davvero. Pedrola non lo conosco alla perfezione ma me ne parlano strabene, mentre Fabbian lo notai addirittura ai tempi dell’Under 18: mi è sempre piaciuto, un centrocampista moderno e che segna. Mica poco…”.


