Ai microfoni de Il Corriere di Bologna Nicolò Cambiaghi ha rilasciato una lunga intervista.
BOLOGNA – “Ci divertiamo, siamo un bel gruppo e ciò che ci circonda ci dà ulteriore forza: al Dall’Ara c’è un ambiente incredibile che ci spinge oltre l’ostacolo, un valore aggiunto. L’obiettivo è l’Europa, poi il quarto posto è lì e vogliamo arrivare più in alto possibile. Non c’è un’avversaria che temiamo in particolare: tante squadre in pochi punti, è ancora lunga e sarà lotta fino alla fine. Noi ora giochiamo un bel calcio: siamo sporchi quando dobbiamo esserlo e puliti in altre situazioni”.
INFORTUNIO – “Mi sono sentito male, anche perché non pensavo fosse così grave. Ho fatto una scivolata, c’è stato un movimento un po’ strano, poi gli esami rivelano la lesione parziale: non era rotto del tutto ma andava operato, quindi era come se fosse saltato. È stato il mio primo infortunio grave in carriera, per giunta appena arrivato qui: dopo l’operazione sono ripartito carico per riprendermi ciò che il destino mi aveva tolto. Tornare in campo è stato come ricominciare da capo, un nuovo inizio: ora sto bene, la squadra va forte e riesco a darle una mano”.
FERGUSON – “Ero in tribuna quando è tornato a giocare: è stato emozionante perché abbiamo fatto una parte di riabilitazione insieme e ho visto quanto aveva lavorato. Vederlo così bene ha dato anche a me una speranza, come una luce: se Lewis è tornato così, dopo una lesione peggiore della mia, posso tornare forte anche io. Mi ha aiutato tanto”.
SPACCAPARTITE – “Un po’ sì. Non avendo ancora i 90 minuti, mi piace essere usato così: entrare e cambiare la gara per la squadra. Con il passare del tempo spero di avere più minuti, ma nel calcio di oggi con i cinque cambi titolari e riserve non esistono più: spesso chi subentra è decisivo. Il gol di Verona è stato una liberazione, non segnavo da aprile 2024. Con il gioco di Italiano noi esterni veniamo chiamati in causa tante volte, arriviamo spesso negli ultimi 30 metri e dobbiamo fare la differenza”.
NAZIONALE – “La sogno fin da bambino: a cinque anni ero a Berlino con papà a vedere la finale mondiale Italia-Francia. La chiamata in Under 21 arrivò inattesa quando ero a Pordenone: magari sarà lo stesso anche per la nazionale maggiore, lavoro al massimo senza avere il chiodo fisso. Non dobbiamo pensare di essere arrivati, ma questa squadra è talmente intelligente che schiverà questo pericolo. Dobbiamo continuare a lavorare con il nostro spirito, uniti: con il passare del tempo crediamo sempre più a bissare la grande impresa, l’ambiente è positivo e sentiamo di poter puntare a qualsiasi cosa, con leggerezza, senza ossessioni, ma con la voglia di non avere rimorsi. Né in campionato né in Coppa Italia”.
CITTA’ – “Vivo vicino al centro, nei mesi in cui ho avuto i weekend liberi ho conosciuto una città vivibile, mi piace molto. Scendo da casa e arrivo a piedi in piazza Maggiore in dieci minuti: è la mia piccola routine mattutina”.



Bravo.ciao jole
Sabato regalaci un gol vero ma proprio proprio va bene anche come quello di Verona 😥😥😥
Sei un fenomeno …. Grande ❤️💙