Carboni: “Non mi aspettavo un’annata così. Italiano simbolo”

L'emozione del cantautore e grande tifoso del Bologna

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Anche Luca Carboni, cantautore e grande tifoso del Bologna, è stato interpellato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

COPPA ITALIA“Uno sbarco sulla Luna. Sembra quasi di essere atterrati lì, sì… Guardi: io anche solo per la finale mi sentivo già sulla Luna, a vincerla figuriamoci. In un colpo solo si sono nuovamente allineati i pianeti. E dopo la qualificazione in Champions dell’anno scorso sembrava impossibile”.

ANNATA STRAORDINARIA“Non me l’aspettavo, lo ammetto. E come me credo anche molti bolognesi. Saluti Zirkzee, Calafiori, Saelemaekers, cambi allenatore, vivi otto gare di Champions: pensi a una stagione normale, dura. Invece no. Tutte le cose si sono incastrate: Italiano ha sbagliato praticamente nulla, la finale è stata perfetta, Castro si è dimostrato un gran centravanti, Ferguson l’hai avuto per metà stagione e insomma i famosi pianeti allineati ecco…”.

UN SINGOLO SU TUTTI“Dura eh. Così d’acchito mi vien da pensare a Orsolini che nonostante anche tante panchine ha fatto una stagione da record, ma in assoluto mi piace applaudire tutta l’orchestra e in special modo il direttore d’orchestra, Italiano. Se dobbiamo trovarne uno, il simbolo è lui. Io credo ancora nella Champions: pensa che annata viene fuori… Ora, comunque, va fatto un abbraccio gigante alla città: ma ha visto in quanti eravamo? E che partita? Che passione? Questa è Bologna”.

SOCIETA’“Bravi tutti. È stato creato un club con una organizzazione precisa e… sostenibile. Sostenibile sì, quindi basata sul saperci fare e sull’intelligenza nel fare. Nella gestione e nel creare la squadra che, è evidente, ha valori forti, sani, oltre che calcistici. E mi faccia dire: dentro questo inizio di percorso io ci metto pure Sinisa, va sempre ricordato”.

TIFOSO“Io da piccolo il Bologna lo vedevo e lo sognavo da lontano. Il mio papà era tifoso ma non andavamo allo stadio. Così io ritagliavo le foto dei giocatori, di Savoldi soprattutto, e facevo il mio album del Bologna, i miei fumetti, il mio film. Ho anche giocato: avevo la maglia del portiere o sempre quella di Savoldi. Poi negli anni allo stadio ci sono andato eccome, mi ha tenuto compagnia in momenti belli e meno, ho seguito sempre tutto”.

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