Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, l’attaccante del Bologna Nicolò Cambiaghi è stato protagonista di una lunga intervista che ha toccato diversi temi, dalla conquista della Nazionale all’infortunio che lo terrà ai box qualche settimana. A proposito: nel mirino c’è la gara di Europa League contro il Salisburgo di giovedì 27 novembre, anche se è più facile che torni a disposizione più avanti.
Le parole di Cambiaghi
“Siamo arrivati ad un livello alto, merito dell’esperienza della squadra ma anche delle rotazioni: tra me, Freuler, Skorupski, Holm e Rowe gli infortunati sono diversi, ma abbiamo le soluzioni giuste per tenere alto questo standard. E non dimentico Dominguez. Siamo un gruppo coeso e ci vogliamo bene, siamo come una famiglia. Basti pensare a Pessina contro il Napoli: ognuno di noi gli ha detto qualcosa per far sì che non fosse troppo emozionato e teso quando è entrato in campo. Il nostro calcio diverte, è un tipo di calcio intenso. E ci divertiamo molto anche noi”.
Debutto in Nazionale
“Ho giocato pochi minuti contro Israele e ho toccato pochissimi palloni ma non mi interessa perchè ero contento e sul pezzo. Mi sono detto più volte ‘È tutto vero’, e Italiano mi ha rivelato che avrebbe pagato per poter vivere questa emozione. Anche a lui devo qualcosa – ha aggiunto Cambiaghi – Il mister mi ha voluto, aspettato e fatto crescere. Da subito ho pensato che il suo gioco fosse adatto a me, mi ha insegnato ad attaccare la porta con più incisività. Quando mi sono rotto il ginocchio non è stato facile”.


