L’ex calciatore Paolo Faragò, che vanta una breve parentesi al Bologna, ha raccontato a La Gazzetta dello Sport il suo calvario, che lo ha portato alla decisione di lasciare il mondo del calcio. In maglia rossoblù ha disputato una sola presenza, entrando nell’ultima giornata del campionato 2021/22 contro la Juventus, gara vinta dai bianconeri per 4-1. Il centrocampista calabrese ha poi scelto di abbandonare il calcio dopo ben 14 operazioni chirurgiche, e dedicarsi alla campagna, dedicandosi alla coltivazione e alla produzione di vino locale vicino a Cagliari, dove ha avuto maggior fortuna nella sua carriera.
Il racconto di Faragò
“Facevo fatica persino a camminare, figuriamoci ad allenarmi. Non avevo alternative: dovevo fermarmi. Ero costretto a prendere antidolorifici di continuo e nessun medico riusciva a capire davvero cosa avessi. Un chirurgo, un giorno, mi disse: ‘Conosci la storia del calabrone? In teoria non dovrebbe volare, eppure lo fa. La tua situazione gli somiglia molto’. Alternavo lunghi periodi sulle stampelle a qualche sporadico allenamento. A dicembre 2023 mi hanno impiantato una protesi all’anca e da allora ho iniziato a stare meglio. Ma ormai avevo già deciso di smettere: non ce la facevo più. Mi sono allontanato dal calcio: ha dinamiche che non condivido e dopo averlo vissuto così intensamente per gran parte della mia vita sentivo il bisogno di staccare”.


