Sartori: “Voglio restare a vita, il catastrofismo non fa per me”

Il direttore sportivo rossoblù parla a 360 gradi

sartori

“Qualcuno dice che non rinnoverò il contratto per vari motivi? Io non scappo”. Giovanni Sartori spazza via i dubbi dal campo: non molla il Bologna. Lo ha dichiarato lui stesso ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, parlando anche della stagione in corso. Iniziata male, questo non è in discussione. Ma non c’è bisogno di allarmarsi. “Questo catastrofismo che avverto non fa per me e per noi. E nemmeno per una città come Bologna”, ha raccontato.

Sartori odia il pessimismo cosmico

Sartori ha poi aggiunto: “Il pessimismo cosmico mi pare troppo. Attorno a noi si è creata un’aria non positiva probabilmente da quest’estate, dal dopo-mercato. E’ nostro dovere trasformarla in positività, così com’è dovere di chi c’è ora di trovare molto presto la quadra a una squadra che ha bisogno del tempo per sopperire ai quattro titolari partiti”. La filosofia di società sicuramente non cambierà: “In questi anni siamo stati bravi e fortunati a fare un calcio sostenibile economicamente e sportivamente. Ora siamo al mio quinto anno e speriamo di avvicinarci alla perfezione. Di questa squadra attuale mi danno fiducia tre cose: l’allenatore, il tempo per lavorare e gli uomini che valgono”.

Addio a Tedesco

A chi si chiede se Saputo ha intenzione di mollare, Sartori risponde: “A me non risulta: Saputo è sempre qui ed ha partecipato a tutto, mercato compreso. Quindi no”. Si passa poi a Tedesco: “Dopo Napoli c’è stato un lungo confronto nel quale sono emerse forti perplessità. Il suo esonero è stata una sconfitta per tutti, è stato difficile e a maggior ragione con una persona bella come lui. A volte succede: se le due componenti, allenatore e squadra, non si prendono va così. Evidentemente non erano fatti l’uno per l’altra, anche per principi di gioco”.

Ora tocca a Palladino

La palla ora è nelle mani di Palladino: “La sua storia parla chiaro, viene da tre anni di risultati evidenti e ha una squadra che pur perdendo 4 undicesimi ha valore. E il suo gioco si avvicina molto a quello di Italiano e non è lontano da quello di Motta“. Tornando al suo futuro, Sartori rincara la dose e rafforza il concetto: “Spesso le voci sono molto sbagliate. Ho il contratto in scadenza nel 2027 ma come avevo già detto a giugno, beh, io qui voglio restare a vita. E lo ribadisco. Non scappo di certo. Quanto al rinnovo, di solito si prendono in considerazione certe cose a marzo”.

A tutto mercato

Battuta finale su diversi singoli, tra cui Rowe: “Fino a dieci giorni dalla fine della sessione estiva non aveva mercato. Poi qualcosa è cambiato: si è creata una situazione sgradevole con noi, anche coi compagni dentro la quale Johnny chiedeva ripetutamente di essere ceduto. Abbiamo aperto la porta nel momento in cui è arrivata una cifra importante”. E poi gli altri: “Freuler ha sempre tentennato, forse col Mondiale di mezzo si attendeva una grande chiamata. Romano era un obiettivo, non entro nel merito ma poi è stata fatta la scelta di andare su un box to box, Amondarain. Piccoli e Dovbyk sono certezze. Valore riconosciuto in A e un peso calcistico sicuro. Semmai una scommessa è Enem. Skorupski? Non c’è un problema portiere se Lukasz tornerà ai livelli degli anni precedenti, livelli molto alti. Raimondo è un valore del Bologna, oltretutto in prestito secco. Bernardeschi? Ha un’opzione di rinnovo, quindi…”.

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