Torrisi: “Due mesi di lavoro persi. Palladino? La mia idea…”

L'ex difensore rossoblù analizza il momento negativo della squadra

casteldebole palladino

“Il Bologna è una società che negli ultimi anni ha raggiunto risultati prestigiosi: il migliore Bologna degli ultimi decenni. Un lavoro eccezionale, ma che inevitabilmente ha trasformato le speranze dei tifosi in aspettative. E adesso il pubblico giudica per quelle emozioni che non sta più vivendo”. A parlare è Stefano Torrisi, ex difensore rossoblù, che ai microfoni del Corriere di Bologna prova a spiegarsi cosa non sta funzionando in questo inizio di stagione.

Torrisi sul momento del Bologna

“L’Europa è stata l’eccezionalità, non la normalità. La società resta sana e solida ma i tifosi speravamo di vedere altri passi avanti. Non è tutto negativo adesso, ma è stato tutto molto positivo prima. Il mestiere del calcio però vive di risultati”, le sue parole. Certo, il lavoro della società in termini di comunicazione non è stato impeccabile: “Si è parlato di progetto e i tifosi hanno fatto l’abbonamento. In un mese e mezzo poi sono stati ceduti tutti i giocatori più forti ed è cambiata la programmazione. Anche nella testa dell’allenatore, che si è ritrovato con una squadra inferiore non solo a quella dell’anno scorso ma anche a quella che aveva preso in mano a giugno”.

Da Tedesco a Palladino

Il cambio di allenatore, poi, è arrivato davvero presto: “Tedesco è partito male ma era capitato anche a Motta e Italiano. Stranamente però è stata fatta una cosa che non fa parte del DNA del Bologna: l’allenatore non è stato aspettato. Si è andati su Palladino, parlando nuovamente di progetto ma cambiando impostazione tattica, con gli stessi giocatori. Quindi o il mercato non era stato fatto pensando a Tedesco, oppure si sperava che potesse essere lui a colmare il gap. La mia idea è che la prima scelta sia sempre stata Palladino e appena possibile si sia andati su di lui”.

Due mesi di lavoro persi

Torrisi poi conclude: “Il Bologna non rischierà nulla in termini di classifica ma sicuramente ha perso due mesi di lavoro. La squadra era un cantiere prima e lo è ancora di più adesso che deve cambiare sistema di gioco. Non so se dietro ci siano le caratteristiche per difendere a tre perché non vedo il leader, un ruolo che non avrei affidato nemmeno a Lucumi. La sfida di Palladino ora è riuscire a ottenere la piena disponibilità di alcuni giocatori che hanno ottenuto magari grandi risultati con questa maglia ma che adesso mi sembrano impigriti, che fanno bene il compitino ma non vanno oltre. Deve far capire che è il momento di cambiare marcia”.

Redazione

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