Il Corriere dello Sport pubblica nella versione odierna del giornale cartaceo un’intervista a Sydney Van Hooijdonk. L’attaccante rossoblu ha risposto subito alle voci di mercato degli ultimi giorni che lo danno via in prestito a gennaio: “Qui sto benissimo, è una bella squadra e la vita qui mi piace molto. Però devo anche giocare, fare ciò che è meglio per la mia crescita. Nel calcio le cose possono cambiare rapidamente. Mancano due mesi a gennaio e non si sa cosa succederà“.
CONCORRENZA NEL RUOLO CON ZIRKZEE. “C’è competizione tra noi due, ma siamo buoni amici. Giochiamo nella stessa posizione, ma siamo diversi. Se siamo mai stati provati insieme? No, affrontiamo il ruolo in modi opposti. Ci siamo detti che se fusi insieme in un unico giocatore, le mie qualità con le sue, ne verrebbe fuori uno da Real“.
VOCI DI TRASFERIMENTO. “È normale riceverne quando non giochi. Nell’ultimo anno e mezzo ho giocato e segnato tanto. Ma rispetto a quando sono venuto due anni fa, non ho ritrovato lo stesso Bologna. Il livello ora è aumentato. Tutto è aumentato. Quindi vedremo tra qualche mese“.

OBIETTIVO. “Ho voglia di fare gol, ma tutto dipende da quanto sto in campo. Alla fine vorrei riuscire ad avere successo a Bologna. Credo di aver dimostrato di saper segnare nella scorsa stagione (all’Heerenveen, ndr) ma non solo. Quando gioco so che faccio gol e so che posso riuscirci anche in Serie A. Ma ho bisogno di tempo per dimostrarlo“.
COSA MANCA. “E qui non ci sono. In Olanda avevo dei giocatori che mi cercavano, e io ho bisogno di cross da terzini e ali. Al Bologna invece si cerca un altro modo di dare palla all’attaccante, ma è normale. Ho bisogno di adattarmi, se giocherò tante partite di fila sarà più facile“.
IL GOL IN COPPA. “Quella rete l’ho sentita soprattutto come un sollievo perché era una partita difficile. Quando si gioca ogni settimana non ci si pensa, le cose vanno da sole e non si tratta solo di fiducia. In quel momento ero felice perché come attaccante ho bisogno di fare gol. Soprattutto per come sono fatto. Sono stato contento di vedere i miei compagni felici con me. Dopo la partita ho chiamato la mia famiglia e i miei amici: mi hanno tutti detto che avevano guardato la partita perché era in diretta anche in Olanda“.


