Sidio Corradi, vincitore dello Scudetto del 1964 con il Bologna, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni del Corriere dello Sport. L’ex giocatore degli emiliani si è soffermato sul momento dei rossoblù, attesi dalla partita in casa contro il Genoa, e sulla possibilità di andare in Europa per la prima volta dal 2002.
LE SUE DICHIARAZIONI
SU BOLOGNA-GENOA. “Partita complicata per tutte e due. Mi auguro buona per il Bologna, che è la mia squadra del cuore, che mi ha fatto conoscere al calcio italiano. Spero che i fantasmi di Udine non tornino, da quello che ho letto hanno giocato maluccio. Ma sarà una bella partita”.
ANDARE IN EUROPA. “Sì, ci andrà e ha tutte le possibilità per farlo”.
THIAGO MOTTA. “Motta è un grande allenatore, è sulla strada di Bernardini. Ha idee, è uno che sa mandare in campo i giocatori. Thiago è uno molto preparato, non è un montato, è molto aperto. Lo metto tra i primi cinque al mondo, anche se non ha ancora fatto nulla. Al Genoa venne con umiltà, ma non ha avuto fortuna: Preziosi era un mangiallenatori. Ma Thiago è molto intelligente, una volta l’ho ascoltato in allenamento: due ore. Sa spiegare”.
SCUDETTO DEL 1964. “Siamo rimasti in pochi. Non c’è più nessuno. Ma sentimentalmente, per me, è rimasta una cosa talmente grande. Giocai contro la Fiorentina, febbraio del ’64. Debuttare in quella squadra di campioni è una cosa che mi porterò dentro fino all’ultimo respiro“.
MOMENTI PRIMA DI QUEL ROMA-INTER. “Bernardini venne in camera, la condividevo con Haller. Mi disse: ‘Avevo voglia di farti giocare, ma domani devo fare un brutto scherzo a Herrera’. Fece giocare Capra con l’11, un terzino all’ala. Infatti Herrera non ci capì niente. Io ci rimasi molto male, ma lo scudetto mi appagò. Ero diventato il calciatore più giovane a vincere uno scudetto. Avevo 19 anni, all’epoca si era ancora minorenni“.


