L’ex CT della Nazionale italiana Cesare Prandelli ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha analizzato i miglioramenti di Thiago Motta come allenatore. Il tecnico ex Fiorentina lo conosce da tempo e decise per altro di convocarlo in Nazionale per il Mondiale 2014, dandogli la responsabilità della maglia numero 10.
THIAGO MOTTA GIOCATORE. “Vede il gioco come pochi…Da sempre. Quando lo chiamai in Nazionale dicevano che era lento. Mah. Thiago aveva una rapidità di cervello pensiero e visione straordinaria, tutte caratteristiche che rivedo nel suo Bologna che sta meritando il posto che occupa”.
SCHEMI E PIANO DI GIOCO. “Thiago lavora sui concetti di gioco e non sulle situazioni ripetute, schematiche, di quelle per intenderci che se ti va male uno schema salta tutto. Non è un calcio schematizzato ma un calcio concettuale. Le avversarie non hanno ancora capito come funziona il suo gioco, perché sono tante le soluzioni, i cambi di ruolo, l’occupazione dei settori. Vero è che qualche schema lo ha anche lui, ma non è mai uguale a se stesso. Thiago è sincero, diretto, presente, pretende ma restituisce: quando vieni stimato come uomo e hai basi forti da allenatore, il risultato è il Bologna di oggi”.
RESTARE O LASCIARE. “Beh, non so. Vedo però che la città sta godendo davvero, che il club valorizza i propri investimenti fatti bene e che magari ci sarà uno sbocco in Europa. Successe anche a me in passato, ero convinto che con quella Fiorentina costruita negli anni si potesse andare molto avanti, vincere. E rimasi”.


