Nikola Moro, centrocampista del Bologna, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Repubblica per commentare l’inizio di stagione dei rossoblù, che hanno già cambiato allenatore, e non solo.
Un inizio di campionato difficile
“Non è l’inizio che avevamo immaginato e non sono soddisfatto. Contro Atalanta e Lazio, però, ci sono state tante cose positive e avremmo potuto portare a casa dei punti. Abbiamo qualità e davanti a noi ci sono ancora 33 partite. Sono convinto del lavoro che stiamo facendo e contro il Lecce vogliamo cambiare l’atmosfera. I primi fischi? Non si può vivere di rendita: dopo tutti questi campionati, i tifosi si aspettano continuità. Dobbiamo vincere la prossima partita per cambiare tutto”.
Gli allenatori avuti da Nikola Moro a Bologna
“Con Tedesco ho imparato molto. Voleva proporre un calcio più europeo, diverso da quello a cui siamo abituati in Serie A. Non sapremo mai come sarebbe andata. Italiano e Thiago Motta? Vincenzo era un allenatore molto italiano, puntava tanto sugli uno contro uno e ci chiedeva di attaccare sempre e creare occasioni da gol. Con lui ho sviluppato maggiormente la mia anima offensiva. Con Thiago, invece, sono cresciuto tanto: mi ha portato verso un calcio più ragionato e mi ha permesso di diventare un giocatore più completo”.
Il momento più bello con il Bologna
“Dopo la Coppa Italia e dopo la Champions League. Forse la stagione della Champions è stata ancora più entusiasmante, perché nessuno se l’aspettava e siamo riusciti a far sognare un’intera città. È un anno che non dimenticherò mai. Vedere la gente orgogliosa di tifare Bologna ti dà una spinta enorme, ma allo stesso tempo anche tanta gioia, perché significa che sei stato tu a regalargliela”.
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