Forse quel che più è mancato in queste settimane è la qualità. Quel che sicuramente c’è e anche in abbondanza è invece l’intensità. Il Bologna di Palladino è un Bologna che corre, e anche tanto. Numeri a supporto di questa tesi ce ne sono eccome, e li snocciola tutti il Corriere di Bologna in edicola questa mattina. Che parla di performance atletica migliorata da quando l’avvicendamento in panchina si è concretizzato.
Il Bologna di Palladino corre tanto
Il Bologna di Tedesco correva sempre meno degli avversari, in media -4,8 km a gara. Mentre quello di Palladino ha chiuso a -1 contro il Torino per salire per la prima volta in territorio positivo (+1) a Lecce. Vuol dire non subire più l’intensità avversaria ma reagire, a detta del quotidiano. Correre tanto non vuole per forza dire correre bene, però. Ma il Bologna fa entrambe le cose: se si analizzano i km ad alta intensità pura, ovvero sopra i 20 km/h, con Tedesco il Bologna non era mai arrivato a toccare quota 6 km in una partita, mentre con Palladino ha stabilito il primato con 6,07 contro il Torino e lo ha subito ritoccato a quota 6,31 a Lecce.
Intensità elevata e qualità nella corsa
Tradotto secondo il Corriere: “Vuol dire sbloccare un grande potenziale di dinamismo, da impiegare nelle varie fasi del gioco”. Di contro, ciò che cala è il possesso palla: la media con Tedesco era al 55%, con Palladino si ferma al 42,5%. Ma sappiamo bene che tenere di più la palla non significa per forza di cose essere più efficaci, anzi. Il Bologna del nuovo corso vive anche con un baricentro più basso ma più costante nell’arco dei 90′: se nel primo tempo si assesta sui 45,3, nel secondo lo sposta di appena 0,49 metri. Praticamente nulla.



