Odgaard, Holm, Orsolini, Piccoli. Uno dopo l’altro, i giocatori del Bologna si stanno fermando a causa di infortuni più o meno gravi. L’infermeria sta tornando a riempirsi, non una bella notizia per Palladino. Il tecnico rossoblù ha imposto fin da subito ritmi più alti e nuovi metodi di allenamento. Le conseguenze non hanno tardato ad arrivare. “Soffrire ora per una seconda parte dell’anno a velocità doppia”, scrive il Corriere dello Sport.
Più intensità, più infortuni
Le idee di gioco ancora scarseggiano, quanto meno da un punto di vista dell’intensità va detto che dei passi avanti si sono visti. Anche i numeri testimoniano questo step: contro l’Inter i chilometri percorsi a massima intensità sono stati 6,78, contro i 6,07 contro il Torino e 6,31 contro il Lecce. Con Tedesco, per fare un confronto, erano stati 5,65 contro la Lazio, 5,58 contro l’Atalanta, 5,91 contro il Sassuolo e 5,69 contro il Napoli. Il rischio di pagare dazio però c’è, e l’ultimo ad averne fatto le spese è Roberto Piccoli, che dovrà restare ai box per almeno tre settimane.
La cura Palladino ha anche effetti collaterali
“Se da una parte certi guai dovevano essere messi in preventivo, da un’altra a Casteldebole c’è anche la speranza che il peggio sia passato e che abituandosi ai nuovi ritmi i rossoblù possano evitare sempre in misura maggiore contrattempi fisici”, si legge sul quotidiano. Che paragona quanto sta accedendo ora a quanto successe quando arrivò Mihajlovic sulla panchina rossoblù nel 2019. Con la speranza che la scalata verso l’alto possa essere analoga.



