Cambiano gli allenatori, cambiano i sistemi di gioco, cambiano i moduli. Ma non cambia la centralità di Lewis Ferguson. Il capitano del Bologna continua ad essere intoccabile: quest’anno lo è stato sia prima con Tedesco, sia adesso che c’è Palladino. “Un conto sono le opinioni, c’è chi può pensarla in un modo e chi un altro, e un conto sono i numeri, che sono sempre estremamente indicativi e pieni di significati”, si legge sul Corriere dello Sport in edicola questa mattina.
Ferguson è sempre fondamentale
Ma quali sono questi numeri? La scorsa stagione l’ha chiusa al primo posto tra i centrocampisti per precisione dei passaggi (89,85%), percentuali di passaggi in avanti (77,69%), intercetti (3,46 ogni 90′), possessi vinti (7,38) e duelli vinti, con 154 complessivi e una media di 7,84 ogni 90′. Non contento, in questa annata è il calciatore rossoblù più impiegato con 690′ giocati, poi tra i centrocampisti è primo per passaggi tentati (477) e completati (443) e primo per intercetti (3,65) e possessi vinti (6,26). Dati inequivocabili sulla sua importanza nello scacchiere, oggi, di Palladino.
I numeri non mentono
“È vero, la rottura del legamento crociato dell’aprile di due anni fa lo ha fatto barcollare”, ammette il quotidiano. Che però poi rilancia immediatamente: “Ma è stata una questione di alcuni mesi, poi ecco che è tornato a determinare. Per il momento non ancora come prima, ma con il passare del tempo si sta riavvicinando al Ferguson di quando sbarcò a Casteldebole, estate del 2022″. Contro il Cagliari domani, neanche a dirlo, sarà titolare.


