L’attaccante argentino Santiago Castro si ĆØ raccontato ai canali ufficiali della Lega Serie A facendo riferimento ai migliori momenti passati con il Bologna e svelando il grande rapporto che c’ĆØ con tutti i suoi compagni.
Gli inizi nel mondo del calcio
“Per me il calcio ĆØ molto più di uno sport: ĆØ una passione autentica, uno stile di vita che mi accompagna da sempre. Ho iniziato a giocare per strada da bambino e ancora oggi faccio fatica a spiegare a parole ciò che rappresenta per me. Il mio primo allenatore ĆØ stato mio padre: quando avevo appena quattro anni mi portava nella sua squadra di calcio a 5, dove giocavano ragazzi più grandi. Non avevo alcun timore, anzi, mi buttavo nella mischia senza pensarci troppo. Passavamo le giornate a giocare nelle strade vicino a casa, tra pallonate, vetri rotti e qualche guaio combinato”.
Castro e l’arrivo a Bologna
“Uno dei momenti più emozionanti della mia carriera ĆØ stato il raggiungimento della qualificazione in Champions League. La festa organizzata dai tifosi in piazza ĆØ stata qualcosa di straordinario, difficile da dimenticare. Bologna ĆØ diventata la mia seconda casa dopo Buenos Aires. Quando arrivai qui, a soli 19 anni, avevo molte incertezze e non sapevo cosa aspettarmi da questa esperienza. Con il tempo, però, mi sono integrato perfettamente: ho trovato persone che mi hanno accolto e aiutato, facendomi sentire parte della cittĆ e, in qualche modo, un vero bolognese”.
L’importanza del gruppo
“Il gruppo ĆØ fondamentale per la crescita di un calciatore. Ti permette di maturare, di vincere e di confrontarti ai massimi livelli, anche nelle competizioni europee. Passiamo insieme più tempo che con le nostre famiglie o con gli amici, ed ĆØ per questo che si creano legami profondissimi. Siamo come fratelli: quando uno di noi attraversa un periodo difficile, gli altri sono sempre pronti a sostenerlo. Quello che il pubblico vede in campo ĆØ solo una parte del nostro rapporto; fuori dallo stadio il legame ĆØ ancora più forte. Credo che gruppi uniti come il nostro siano davvero rari nel calcio di oggi”.
Il sogno ĆØ la Nazionale
“C’ĆØ ancora un sogno che vorrei realizzare: giocare con la Nazionale argentina maggiore. Ho giĆ avuto l’onore di indossare la maglia dell’Argentina nelle selezioni giovanili, ma rappresentare il mio Paese al massimo livello sarebbe qualcosa di unico. Immagino l’emozione di ascoltare l’inno nazionale prima di una partita e ripenso a quando, da bambino, guardavo i grandi campioni argentini protagonisti ai Mondiali”.
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