“Un carico di dispiacere nei confronti dell’uomo e del tecnico Domenico Tedesco, ma almeno ad ascoltare certi spifferi provenienti da Casteldebole anche un atto doveroso da fare per quella che era la realtà”. Così il Corriere dello Sport in edicola questa mattina analizza l’avvicendamento sulla panchina del Bologna. Arriva Raffaele Palladino, che ieri a mezzogiorno ha firmato un contratto triennale a 2 milioni di euro netti a stagione.
Il primo giorno di Palladino
Dopo aver pranzato con i dirigenti, il nuovo tecnico rossoblù ha radunato la squadra per un confronto durato un’oretta. Successivamente, la squadra è andata in campo per il primo allenamento sotto la nuova guida tecnica. E proprio in quell’occasione, racconta il quotidiano, lo stesso Palladino ha usato più volte il termine “qualità”, chiedendo di giocare a tratti di prima e a tratti a due tocchi. Intensità è la parola d’ordine, quella che fin qua è mancata ai calciatori.
Intensità e qualità
La domanda sorge spontanea al Corriere: dove Tedesco non avrebbe convinto i capi? “Sembrerebbe soprattutto sulla metodologia del lavoro che ha portato il Bologna a essere dalla prima amichevole di Valles a Napoli una squadra che non è carne e non è pesce, non avendo un’identità. E che non sai se voglia fare possesso palla, un blocco basso o essere intensa e aggredire alto. Non è che gli stessi calciatori (che ora non hanno assolutamente più alibi) abbiano coltivato la stessa sensazione?”, si legge.
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