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Costacurta: “Il Bologna di Motta è la sorpresa del campionato, ecco dove deve migliorare Zirkzee”

Le dichiarazioni dell'ex bandiera del Milan Costacurta sul rendimento del Bologna e di Thiago Motta su tutti, con l'analisi delle prestazioni di due singoli

L'allenatore del Bologna Thiago Motta al Dall'Ara

Alessandro Costacurta, ex difensore del Milan e attuale opinionista Sky Sport, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Corriere di Bologna. Billy ha parlato del momento della squadra di Thiago Motta, soffermandosi sul rendimento di Calafiori.

LE DICHIARAZIONI DELL’EX MILAN

BOLOGNA. “È una realtà cresciuta in modo sorprendente, gara dopo gara: all’inizio della stagione non erano considerati una pretendente per obiettivi europei, mentre ora lo sono a pieno titolo. Probabilmente è nata un’intesa profonda tra le società, che ritengo tra le migliori d’Italia, l’allenatore e i giocatori che hanno portato il Bologna ad essere la sorpresa del campionato: ricordo ancora la delusione di Motta ai nostri microfoni dopo la sconfitta contro il Milan alla prima giornata, forse quella partita ha fatto cambiare qualcosa, ultimare il mercato e dare vita ad un percorso davvero molto buono”.

PROPOSTA DI GIOCO DI MOTTA. “La sua proposta di calcio moderna l’ha portato ad essere una sorpresa: porta avanti la sua strategia, vincere le partite tramite il possesso palla e sviluppando un gioco dove tanti probabilmente non hanno un ruolo specifico. Però diversi elementi sono cresciuti e questa è la vera forza dell’allenatore: ma se migliori sensibilmente 4-5 giocatori nel corso di una stagione significa che il tuo progetto ha fatto centro. Ho sempre fatto il tifo per questo tipo di proposta calcistica. Anzi, facendo i complimenti a Motta mi sono proposto di fare un allenamento: per le mie caratteristiche mi sarebbe piaciuto molto giocare in questo Bologna. E Thiago, che da calciatore era un maestro di questo modo di giocare, sta portando avanti questa filosofia anche da tecnico”.

ADDIO DI MOTTA IN ESTATE? “Non c’è nulla di sorprendente. Thiago piace per come fa giocare le squadre, fa risultati, migliora i giocatori: una proprietà corteggia per forza questo tipo di allenatori. Ce ne sono un paio in Spagna, uno-due in Germania, due in Inghilterra. Motta ha alzato notevolmente la qualità del gioco in Italia e, nel caso, spero che resti in Serie A: viceversa mi dispiacerebbe, come mi è dispiaciuto quando è andato in Inghilterra De Zerbi. Sono un fan di quel tipo di calcio: ad esempio, ora come ora, per divertirmi, guardo le partite del Mantova di Possanzini mentre ci sono squadre che non guardo perché non mi divertono”.

COSTACURTA SU DUE SINGOLI MOLTO TALENTUOSI

ZIRKZEE. “Non si manca mai in uno contro uno. Quelli talentuosi, bravi a difendere la palla, a non farsi anticipare o a suggerire la profondità vanno marcati di squadra: non ci sono tanti difensori capaci di gestire uno così in uno contro uno, le grandi difese sono tali solo se c’è un aiuto reciproco. Zirkzee ha veramente tante qualità: mi sembra quasi blasfemo dirlo, ma forse il punto meno sviluppato è ancora quello della conclusione verso la porta. Nonostante sia già bravo, può migliorare ancora di più“.

CALAFIORI. “Smonto un po’ la teoria secondo cui uno fa tanti tocchi perché è bravo: a volte semplicemente l’avversario permette tanti tocchi al giocatore meno pericoloso. Ma non è il caso di Riccardo, che sta facendo una stagione straordinaria. Deve migliorare solo una cosa e per l’età che ha è ancora in tempo, visto che fa il centrale da poche partite: la marcatura dentro la propria area. Consiglio di un difensore vecchia scuola: negli ultimi gol ho visto una parte di responsabilità dei centrali che non marcano dentro l’area. Per il bene del Bologna e della Nazionale, dove presto verrà convocato: dentro l’area si marca. E forte”.

SULLA QUALIFICAZIONE IN EUROPA. “Ha grandi possibilità. Presto tante dirette concorrenti torneranno a giocare in Europa, anche se per qualcuna, come la Lazio, il rischio è che sia un percorso breve. Ci sono diverse squadre attrezzate in lotta per l’Europa, ma se il Bologna continua a giocare così ci andrà: ha una tipologia di gioco, un telaio e un’organizzazione che gli regala sempre la chance di poter vincere ogni partita”.
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