La nuova Cremonese guidata da Marco Giampaolo sta iniziando a prendere forma concreta, come dimostrato dalla vittoria ottenuta al Tardini contro il Parma. Un successo che va oltre i tre punti, evidenziando un cambiamento significativo sia dal punto di vista tattico che mentale, maturato dopo un periodo complicato.
Fin dalle prime battute della gara si è vista una squadra diversa: baricentro più alto, reparti più compatti e una pressione offensiva più audace. I grigiorossi hanno infatti messo in difficoltà gli avversari già in fase di impostazione, segnando una chiara rottura rispetto alle prestazioni precedenti.
Le novità portate da Giampaolo a Cremona
Uno degli aspetti più evidenti è stato il lavoro senza palla. La Cremonese ha scelto di difendere in avanti, limitando i pericoli vicino alla propria area e cercando di riconquistare il possesso in zone più avanzate. In questo contesto, è stato prezioso anche il contributo degli attaccanti, con Federico Bonazzoli attivo nel chiudere le linee di passaggio e nel collegare i reparti.
Questa maggiore aggressività ha avuto effetti positivi anche sulla fase difensiva: i terzini sono usciti con più decisione sugli esterni avversari, mentre i centrali hanno potuto contare su una pressione più efficace da parte dei compagni, risultando così meno esposti. Anche in fase di possesso si è notato un cambiamento. La squadra ha privilegiato il palleggio e una gestione più ragionata, riducendo il ricorso ai lanci lunghi e puntando maggiormente sulla qualità e sull’occupazione degli spazi. In questo scenario, Jari Vandeputte si è distinto come uno dei protagonisti, partendo da sinistra ma con libertà di accentrarsi e incidere negli ultimi metri.
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