Bernardeschi: “Tanti pensavano che fossi finito, con Italiano sono migliorato. Rowe è devastante”

Le parole di Federico Bernardeschi che, oltre alla gara contro l'Aston Villa, ha parlato anche della Nazionale e del rientro in Italia

bernardeschi bologna

Federico Bernardeschi ha fatto il punto a La Repubblica sulla sua esperienza con la maglia rossoblù in cui, dopo un inizio a rilento, è diventato uno degli attori principali della squadra di Italiano. Il numero 10 si è caricato sulle spalle il Bologna nei momenti di difficoltà e cercherà di essere ancora protagonista nella doppia sfida contro l’Aston Villa.

Bernardeschi verso Bologna-Aston Villa

“Cinquanta noi e cinquanta loro. Loro sono una grande squadra, ma noi possiamo giocarcela. Dobbiamo approcciarla con intensità stando molto concentrati sui dettagli che a questi livelli fanno tutta la differenza del mondo. La sfida di settembre? I cambiamenti sono sempre incognite, dovevo adattarmi, avevo perso la preparazione, mi servivano un paio di mesi per ingranare”.

Le difficoltà al Dall’Ara

“Non c’è una spiegazione precisa. Al Dall’Ara abbiamo sbagliato parecchio, forse perché siamo troppo frenetici e cerchiamo di risolvere tutto subito. In trasferta, invece, riusciamo a essere più pazienti: facciamo girare meglio il pallone e aspettiamo i momenti giusti per colpire. Il nostro percorso è fatto di alti e bassi, un po’ come sulle montagne russe. Dobbiamo crescere ancora, soprattutto nella gestione delle partite e nella lettura dei momenti. Nonostante questo, abbiamo comunque raggiunto obiettivi importanti, come la finale di Supercoppa e questi quarti di finale. L’ottavo posto in campionato è responsabilità nostra, ma nel calcio tutto può cambiare: pensiamo a una partita alla volta e proviamo anche a divertirci in coppa”.

Il ritorno in Italia

“Questa esperienza mi ha dato la conferma di ciò che pensavo di me stesso. In tanti dicevano che fossi finito dopo la scelta di andare in Canada, ma io non ho mai perso fiducia nei miei mezzi e sapevo che sarei tornato a dimostrare il mio valore. Dal punto di vista tecnico, con Italiano ho aggiunto qualcosa in più, soprattutto nei movimenti e nel mio bagaglio complessivo”.

Il rapporto con Orsolini

“Nelle grandi squadre la concorrenza è normale, altrimenti non sarebbero tali. Ricky è un grande giocatore: si tratta solo di momenti, non c’è alcuna preoccupazione. Sul rigore contro la Lazio, è stato giusto così”.

La Nazionale

“Per quanto riguarda la Nazionale, ho compreso la decisione del CT: poteva starci, anche se stavo facendo bene. Per me, comunque, non è un capitolo chiuso. Intorno alla Nazionale si è creata un’atmosfera negativa, quasi di rassegnazione, che non aiuta nessuno: né la squadra, né i giocatori, né il Paese. Quando si vince un Mondiale, a festeggiare siamo tutti”.

Il rapporto con Rowe

“Gli dico sempre che è fortissimo, devastante nell’uno contro uno, e se impara anche ad avere più visione e capire il momento giusto delle scelte può diventare un vero top player”.

L’obiettivo a Bologna per l’anno prossimo

“Cerchiamo di portare qualcosa a casa quest’anno e poi vedremo. Il Bologna deve avere l’ambizione di stare in Europa ogni anno, restarne fuori sarebbe triste. Qui sto benissimo, la gente ha gioia di vivere e sa divertirsi”.

Redazione

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5 mesi fa

Che dire su Bernardeschi mi è piaciuto subito ha una personalità forte, e come giocatore è un grande…

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