L’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci è stato ospite del Master in Sport Management e ha parlato della situazione del calcio in Italia, facendo riferimento agli stadi e non solo. Di seguito le sue dichiarazioni dallo spezzone andato in onda su Radio Nettuno Bologna Uno.
I problemi del calcio
“Si è perso il calcio per strada, si gioca meno. Il calcio nel tempo è diventato un’industria. Il primo contratto di vendita dei diritti televisivi criptati è arrivato nel 1995 e io ho vissuto questo passaggio. Lo sport è un business globale e ci sono delle industrie, come la NBA, che sono molto più avanzate del calcio italiano. Noi fatturiamo 3,7 con le plusvalenze, ma l’indotto vale 113 miliardi e non siamo impattanti nel mondo e per questo facciamo fatica ad avere forza direzionale nei rapporti con la politica. Il calcio però è molto più dei fatturati che esprime, è una fabbrica di emozioni perché le trasmissioni più viste sono le partite di calcio”.
Gli stadi in Italia
“Abbiamo gli stadi più vecchi d’Europa, l’età media è di 65 anni. In Italia sono state fatte solo tre ristrutturazioni e siamo molto arretrati su un asset per coinvolgere nuovi tifosi e per compensare nel tempo minori diritti televisivi. Si può portare la gente allo stadio oltre al concetto di partita. Noi a Bologna avevamo i panini confezionati 1,5€, mentre adesso abbiamo prodotti freschi a 4€, ma in Europa sono a 17€. Si deve lavorare ad un fenomeno per il recupero dei tifosi”.
Lavorare sui settori giovanili
“Nel breve possiamo lavorare sui settori giovanili per avere giocatori più convocabili per la Nazionale. C’è un problema sul come farli arrivare a certi livelli. Poi c’è un problema di pratica sportiva: il calcio è diventato uno sport a pagamento, devi pagare la scuola calcio, la struttura, il campo e questo fa sì che le ore calino”.
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Difatti mai più al Dall’Ara sotto acqua e sole .