Davide Calabria, protagonista nei sei mesi passati a Bologna culminati con la vittoria della Coppa Italia, ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui ha raccontato il suo arrivo in rossoblù e non solo.
L’addio al Milan
“Stiamo parlando di casa mia e ho fatto 1000 anni lƬ. SonoĀ tuttāora tifosoĀ e mi manca spesso. Sento ancora oggi gente che lavora lƬ e lavorava lƬ.Ā Addio?Ā Non ho mai parlato prima perché è stata una ferita e un dispiacere. Andare via da Milano in quel modoĀ mi ĆØ rimasto e mi rimarrĆ dentro. Non volevo salutare cosƬ. Probabilmente nessuno se lo aspettava,Ā nemmeno io.Ā Diciamo che ho accettato quello che ĆØ successo. Non condivido e non condividevoĀ quello che ĆØ accaduto in quei mesi.Ā Però ĆØ anche una cosa mia: se ci sono cose giuste e che non mi vanno bene il mio ruolo ĆØ farlo notare.Ā Ci sono state delle incomprensioni in quel periodo, ĆØ stata una stagione complicata e io non giocavo molto. Il Milan non stava andando bene in campionato ed ĆØ stata una stagione molto deludente dopo anni in cui i risultati sono sempre arrivati.Ā Avrei voluto salutare molto meglio San Siro e finire la stagione con i miei compagni. Eravamo tutti molto dispiaciuti perchĆ© comunque sono cresciuto lƬ e con loro. A me ĆØ dispiaciuto molto per lo staff. Salutare tutti ĆØ stato un bagno di lacrime”:
L’arrivo a Bologna
“Ć stato difficile ma sono stato fortunato a finire in un ambiente comeĀ Bologna in cui sono stato super bene fin dal primo giorno con un gruppo di lavoro eccezionale. Nel male sono stato soddisfatto di quel cambiamento”.
Calabria su Vincenzo Italiano
“Ho sempre pensato molto bene di lui. Per me merita una grande piazza. Dipende comunque cosa cerca lui. Io so cheĀ a Bologna sta da dio. Ovviamente ti chiama il Milan o il Napoli e questa cosa ti fa pensare. Secondo me ĆØ un mister che merita una esperienza del genere. Non sarei sorpreso se rimanesse Bologna nel caso la societĆ Ā gli promettesse un mercato importante.Ā Per me quello ĆØ statoĀ un ambiente bellissimo”.Ā
La vittoria della Coppa Italia contro il Milan
“ItalianoĀ non voleva farmi giocare contro il Milan. La prima volta che li abbiamo affrontati lui mi chiamò in camera e mi disse: āTu pensi di giocare? Ti faccio un favoreā¦ā Lui pensava di farmi un favore ma ioĀ da professionista non ero dāaccordo. Forse lāho presa anche un poā troppo sul personale perchĆ© non ho reagito bene. Io volevo giocare e far vedere al Milan cheĀ avevano fatto un errore. Lui invece voleva proteggermi dagli attacchi. Sono sincero però dopo 10 anni di Milan so di avere una corazza. Io volevo giocare contro Rafa e scherzavo con Theo dicendogli: āti faccio il culoā. In finale di Coppa Italia ĆØ stato un poā amore e odio.
Avevo capito che non avrei giocato titolare ma mi era stato detto che avrei giocato dopo. Io volevo vincere la coppa Italia. Noi ci sentivamo di poterla vincere e infatti preparammo una bottiglia con scritto campioni dāItalia nello spogliatoio prima della semifinale da giocare contro lāInter. Io avevo appeso la Coppa Italia un poā ovunque.Ā Quando sei lƬ vuoi vincere. Secondo me ĆØ stata una cosa bellissima per il percorso che aveva fatto la squadra e la societĆ . Dentro di me però cāera un poā lāamaro che mi faceva pensareĀ che se fossi stato di lĆ magari lāavremo vinta di lĆ . Ho pensato prima a consolare i miei ex compagni che a festeggiare. Sapevo però che quellāanno lì era giusto vincesse il Bologna”.Ā Ā
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