Inizia l’era Tedesco. L’ufficialità è arrivata ieri: siederà sulla panchina rossoblù almeno fino al 2028, con opzione per la stagione successiva. Un allenatore che nell’arco della sua carriera ha fatto della flessibilità uno dei suoi marchi di fabbrica: non è questione di moduli o sistemi di gioco, ma di atteggiamento e di carattere. La storia ce lo racconta bene.
Tedesco: la parola d’ordine è flessibilità
Anzi, La Gazzetta dello Sport in edicola oggi ce lo racconta bene: “Il suo Schalke lasciava agli altri la gestione della gara: il 5-4-1 diventava 3-4-2-1 in possesso, pressava alto ma si affidava più al contropiede che al palleggio. Al Lipsia disegnava il 3-4-1-2 o il tridente puro, con il movimento del trio offensivo che ricordava quello di Gasp. Da ct del Belgio ha virato sul 4-2-3-1, ma nelle partite delicate il trequartista è sacrificabile. In Belgio-Francia, ottavi degli Europei, il mediano era De Bruyne e il sistema un basico 4-4-2″. Predilige la difesa a 4 insomma, ma non è questione di vita o di morte.
Seguici su
Aggiungi calciobologna.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.





