L’ex calciatore del Bologna Davide Moscardelli ha rilasciato alcune dichiarazioni a ChiamarsiBomber.com in cui ha ripercorso gli anni a Bologna, dal suo arrivo in rossoblù fino alla moda della barba.
Stefano Pioli e la Fiorentina
“Da fuori è sempre difficile dare un giudizio, soprattutto non conoscendo le dinamiche interne. Io ho sempre detto che Pioli è stato l’allenatore con cui mi sono trovato meglio, anche perché è stato quello con cui ho lavorato di più con più squadre e in diverse serie, sia in B che in A. Alla Fiorentina è stata un’annata partita male e finita male, le motivazioni possono essere tante e non mi posso sbilanciare, ma di sicuro ci sono state delle difficoltà”.
La moda della barba lunga
“A me non piaceva fare la barba tutti i giorni, e ogni tanto la lasciavo crescere un po’ di più. L’ultimo periodo al Chievo c’era la possibilità di andare al Bologna nel mercato di gennaio, ma la trattativa non si sbloccava. E allora ho detto ‘Ok, non mi taglio la barba finché non riesco ad andare a Bologna’. il problema fu che ci andai l’ultimo giorno di mercato, per cui la barba era cresciuta abbastanza…
Il direttore del Bologna aveva sentito questa dichiarazione e mi aveva detto di tagliarla prima del debutto, l’ho tagliata e tutti mi hanno chiesto il motivo di questo taglio. Ho spiegato che si trattava solo di un fioretto, e poi ho cominciato a farla crescere, da lì è partito tutto. Non pensavo mi avrebbe reso “personaggio”, anche se credo non sia stata solo la barba, la gente ha anche visto che nonostante fossi diventato un calciatore di Serie A ero rimasto sempre lo stesso ragazzo, ero rimasto me stesso. Queste due cose insieme hanno sicuramente aiutato”.
Moscardelli su Alino Diamanti
“Il periodo a Bologna, soprattutto il secondo anno in cui siamo retrocessi, non è andato benissimo, poi lui era andato via a gennaio, quindi non c’era tanto spazio per divertirsi. Di sicuro Alino è un bel personaggio, lo odi quando ci giochi contro, lo odi quando ce l’hai come compagno, ma lo vuoi lo stesso perché ha qualità immense, e quel piede sinistro… Lo “odi” tra virgolette, perché ha un modo di giocare fastidioso, grandissima tecnica ma anche forte fisicamente, non rifiutava il contrasto. Certo ti poteva mettere in porta quando voleva, lo avresti sempre voluto dalla tua parte. Vi racconto un aneddoto. Un anno abbiamo fatto il pre-ritiro in Inghilterra, quindi c’era un clima abbastanza sereno, senza partite o pressioni. A fine allenamento abbiamo fatto una sfida sulle punizioni e quando lui ha deciso di fare sul serio non ce n’è stato più per nessuno”.
A Bologna era quello che guadagnava meno
“Sì, era il periodo con Pioli in cui andavamo male. Per far vedere il livello dei giocatori che avevamo il mister scrisse gli stipendi di tutti alla lavagna, non per creare problemi, ma quasi a dire ‘Siete giocatori importanti, fatelo vedere sul campo’, era più per stimolo che per altro. È stato curioso perché io mi cercavo in questa lista e stavo abbastanza basso…”.
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