Con Raffaele Palladino sembra tutto un altro Bologna. Lo dicono innanzitutto i numeri: tredici punti in sei partite per i rossoblù da quando in panchina siede il nuovo tecnico, in pratica 2,17 di media a sfida. Ma lo dicono anche le sensazioni che si provano da fuori: il gruppo sembra più coinvolto e centrato, i giocatori più sul pezzo, la cattiveria agonistica e l’atteggiamento ritrovati. Come scrive il Corriere dello Sport, Palladino ha capovolto il mondo Bologna.
Palladino ha capovolto il Bologna
“Sia quello legato alla squadra che quello legato al suo popolo. Che dopo essersi messo alle spalle settimane di buio e silenzi, ormai rassegnato a dover accettare quello che passava il convento e a sperare di poter attraversare quanto meno un’annata sufficientemente serena dal punto di vista della classifica, ecco che ora è tornato a vedere una luce nel futuro. Avendo capito che Palladino è uno che non si accontenta e che non pone limiti alla provvidenza. E che per la sua grande ambizione e il suo modo di vivere la vita e il mestiere pensa sempre in grande e chiede che facciano altrettanto la società per la quale lavora e la squadra”, si legge.
Analogie e differenze con Italiano
Ambizione è la parola chiave quindi. La stessa che aveva Thiago Motta, e anche Italiano. Forse anche Tedesco, anche se non è riuscito a dimostrarlo. Sia Palladino che Italiano chiedono ai propri calciatori di verticalizzare il più possibile e prima possibile. Il gioco del nuovo tecnico è fatto di duelli, perché più di chi sedeva sulla panchina rossoblù lo scorso anno vuole che la squadra lavori anche in funzione degli avversari. D’altronde, anche Orsolini lo ha svelato: “Ci vedrete giocare in modo differente”.



