“Credevamo che la ripresa del Bologna sarebbe coincisa con quella fisica e realizzativa di Dovbyk: non avevamo capito niente”, Lo scrive senza mezzi termini il Corriere di Bologna in edicola questa mattina, puntando il dito contro alcune scelte di mercato della società. In particolare per quello che riguarda l’attacco. “Quando anche i dirigenti si sono resi conto dell’errore, hanno chiesto a Palladino di risolvere il problema e c’è grande attesa per il mercato di gennaio, che dovrà modificare la struttura per venire incontro alle esigenze del nuovo tecnico”, si legge.
Il Bologna alla rovescia
Due i nomi sul banco degli imputati. Il primo, appunto, è quello di Dovbyk. “Che non gioca mai, se non per far alzare la squadra, e forse a gennaio verrà ceduto”, si legge. Il secondo invece è Piccoli, “in cui sono stati investiti 18 milioni. E che al ritorno dall’infortunio dovrà lottare per ritrovare il posto”. Ma è anche una questione di modulo, perchè questa squadra è stata costruita per una difesa a tre e non a quattro. “Tre centrali corazzati e poco tecnici, falso nueve, esterni di spinta e ali che si accentrano. Tutto il rovescio di quanto visto negli ultimi tre anni”, continua il quotidiano.
Palladino bravo e fortunato
A questo punto arriva un plauso alla società per il tempestivo cambio in panchina. Con un importante “ma”: “Tedesco alla prima giornata è stato l’unico a mettere sotto la Lazio. Meritava di vincere, ha perso. Questo perché il povero Tedesco era in sfiga mentre Palladino è anche baciato dagli angeli. Adesso il Bologna traduce in gol tutte le occasioni, il portiere avversario perde ma resta per lo più inoperoso, gli altri si fanno gol da soli, dal cilindro rossoblù escono solo conigli, gli avversari giocano in emergenza e sbagliano i rigori. Fa tutto parte del gioco e dei meriti: anche la fortuna lo è”.





