La tripletta di San Siro resta un’immagine indelebile nella sua mente e in quella dei tifosi del Bologna. Protagonista: Samuel Mbangula. Che non sarà Rowe (non ancora, almeno), ma che ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per poter dire la sua. Il Corriere dello Sport in edicola questa mattina ricorda che poteva arrivare sotto le Due Torri due anni fa, poi non se ne fece nulla. Ci è comunque arrivato adesso, proprio per raccogliere l’eredità dell’inglese che ha scelto l’Atalanta.
Mbangula raccoglie l’eredità di Rowe
Un profilo che piaceva particolarmente a Domenico Tedesco, che in estate ha spinto e non poco con la società per riuscire ad arrivare all’ex Juventus. “Tedesco parlò con lo staff, poi fece sapere a Giovanni Sartori e a Marco Di Vaio che avrebbe preferito il ragazzo belga a Gudmundsson. Facendo felice anche il Bologna, va sottolineato”, si legge sul quotidiano. Tre i motivi fondamentali: il primo, perché essendo un classe 2003 era fuori lista; il secondo, perché proprio per questo motivo poteva essere trattenuto in rosa Casale; il terzo, perché aveva numeri più bassi sia di ingaggio che per di eventuale riscatto rispetto a Gudmundsson.
Lo voleva Tedesco, se lo gode Palladino
Insomma, un’operazione vantaggiosa sotto tutti i punti di vista. E che anche in campo ha iniziato a dare i suoi frutti, vedasi la tripletta di San Siro contro il Milan. Che non lo trasforma in un fenomeno fatto e finito, ma che lascia intendere che come alternativa a Cambiaghi Palladino ha un calciatore su cui può tranquillamente contare. E di questi tempi, dopo tutte le critiche al mercato che sono arrivate fin da subito, non è affatto una cosa scontata.




Bene e se bolla anche sabato.sono contento